Una strana estate
Amarante / 17 Luglio 2020

In tanti abbiamo fatto negli ultimi mesi l’esperienza della fragilità e della provvisorietà. All’improvviso ci siamo scoperti vulnerabili. Un nemico invisibile ha modificato il nostro stile di vita. Abitudini consolidate, incontri quotidiani, costumi radicati, in poche ore sono saltati. La fragilità vissuta è diventata poi provvisorietà, togliendoci la capacità di progettare a medio e lungo termine e impedendoci di scorgere l’orizzonte. Il covid-19 sta minando anche l’estate considerata sacra da tanti. Infatti l’arrivo dell’estate, almeno nell’emisfero nord, coincide con la pausa vacanza per le scuole, per molti uffici e per l’industria in generale. Corrisponde, in poche parole, a ritmi di vita più rallentati. Forse nelle prossime settimane qualcuno avrà l’occasione di riposare un po’. Ma quale estate ci aspetta? Sarà un’estate in cui le abitudini usuali dovranno essere cambiate se vogliamo salvaguardare la nostra salute e la nostra vita. Un’estate in cui dovremmo limitare gli abbracci, nutrirci di sguardi ed essere continuamente attenti alle minime norme igieniche. L’estate resta sempre un tempo essenziale di riposo e di ristoro. Mai come ora abbiamo bisogno di ricaricarci di energie per poter affrontare un inverno che si annuncia duro. L’estate da sempre sinonimo di libertà, ora diventa un vissuto di “libertà vigilata”. Senza…

En el mes del Sagrado Corazón, alguna razón para comprender la pandemia «Porque es del interior, del corazón de los seres humanos, de donde provienen las cosas malas y son las que manchan» (Mc 7,21-23)
Fidalgo / 18 Giugno 2020

Estamos viviendo un fenómeno que nos ha convulsionado, por lo inesperado y desbordante. En algunos lugares se va saliendo de esta situación y en otros aún queda mucho por afrontar. Pero en todos lados, de alguna manera, todo ha quedado muy sacudido. En este sacudón de vidas y de estructuras, lo que aquí nos interesa resaltar son algunas actitudes que nos dan qué pensar, que nos invitan a buscar alguna razón que nos inspire más que los meros datos y desfiguraciones externas de nuestras realidades. Entender por qué, de algún modo, esta pandemia nos ha marcado, nos ha “manchado”. En muchos niveles, lo primero que se ha visto subvertido es el adentro y el afuera. Y ha sido así, ante todo, porque nos ha tomado de sorpresa. Es un fenómeno “externo” que, sin darnos cuenta, se nos impuso, se instaló de forma rápida y convulsionada en nuestro “adentro”, generando instintos de autodefensa. Aquí ya hay un primer elemento sintomático, que no podemos dejar pasar. Desde el lenguaje y de ciertas medidas, se enfrentó el tema con una carga diríamos bélica, se implementaron medidas de “lucha”, de “control”, de “encerramiento”, de “distanciamiento”, contra un “enemigo invisible”. Esta reacción debería profundizarse, porque…

I. L’esperienza del silenzio di Dio
Witaszek / 5 Giugno 2020

Il 27 marzo, i cristiani hanno pregato con Papa Francesco per chiedere la fine di questa epidemia che continua. Colpisce sempre il silenzio dell’uomo, ma colpisce molto di più il silenzio di Dio; il primo può essere un atteggiamento problematico, l’altro resta sempre un mistero. Se Dio tace, significa che dobbiamo riflettere su ciò che ha detto in precedenza. Dio non tace per sempre, ma agisce in modo corretto; nella storia del popolo eletto, ha osservato il silenzio per alcuni periodi, che hanno un significato ora pazienza ora di rimprovero. Dopo la morte di Giosia (638-609 a. C.), il pio re di Giuda, i nuovi governanti si dimostrarono indegni di questa chiamata, e portarono il popolo fuori strada. La richiesta di pentimento e di riforma venne trascurata dalla maggior parte degli abitanti del paese. La situazione di crisi richiese uno sforzo di vasta portata. Geremia (626-587 a. C.), che esercitò in quel periodo il suo ministero profetico, sotto la guida di Dio, ricordò al popolo eletto la sua storia, a partire dalla liberazione dalla schiavitù d’Egitto e dall’alleanza che Dio aveva stretto con gli israeliti: “(…) Ascoltate la mia voce! Allora io sarò il vostro Dio, e voi sarete il…

An Exemplar for these days: The Man Born Blind
Keenan / 22 Maggio 2020

    The Gospel reading of the Man born blind is easily my favorite Scriptural text (John 9. 1-41). Notice how it starts without the man asking for anything.  Instead, while his disciples are wondering why the man is born blind, Jesus puts mud on the poor man’s eyes, and tells him to wash. The man returns cured. But that’s just the beginning of the story. In the meantime, Jesus exits. The leaders want to know how did this man get cured.  Here’s where things get dicey for the man. By the end of the story, his frightened parents distance themselves from him and the temple leaders expel him.  He’s off on his own. Throughout the text, he’s incredibly impressive, testifying on his own, on each occasion, with greater confidence about who Jesus is and what Jesus has done for him.  By the end he has grown in such courage, wisdom, and faith that he turns the tables and begins to question those questioning him.  It’s a tour-de-force for the man born blind. But he gets thrown out of the Temple. Finally Jesus returns, having learned that the man born blind has been expelled.  He finds the man and reveals…

Corona and the Crown of Thorns (II part)
Kennedy / 8 Maggio 2020

      God is always with his People and accompanies and consoles them in every crisis.  Here in Australia Catholic hospitals have rightly joined the government’s effort for the whole health system, government and non-government, to confront the menace.  Some thousands more beds are available for patients. Bishops as Chief Priests have to be at the head of the flock at this time.  The virus took society by surprise and Church leaders did not have the chance to elaborate policy beforehand and to call parish communities together to prepare for the difficulties ahead.   Like society at large Church activities have largely shifted to the net.   Thus prayer, meditation and educational programs can transfer well to social media.  Charity and help for the most vulnerable can be organised efficiently on the net so that no one is abandoned or goes without. For Archbishop Peter Comensoli of Melbourne this crisis is a call for us to commit ourselves more deeply to the Church’s mission to evangelise.  For years the Church had sought ways to reach out to families.   Now parents are cast into the front line in the education and instruction of their children.  Modern communication media are a golden opportunity…