Una nota pascual para una teología moral pascual
Fidalgo / 9 Aprile 2021

Jesucristo es el viviente, no está entre los signos de la muerte, les ha dejado detrás. Pero él está, no allí en el sepulcro, sino en el gozo nuevo que reclama más que nunca la perspectiva de una fe que no se resigna, porque está alentada por el amor que busca seguir amando, proseguir las huellas del amor que se hace camino y voz de servicio en el aquí y ahora de la historia. La resurrección no se llevó a Jesús a ninguno paraíso perdido o lejano, nos lo ha devuelto viviente, más hondamente presente en el entramado de nuestra historia. Si en su parto histórico estuvo contenido en el vientre amoroso de una joven fiel, ahora ha sido regenerado en el vientre joven de la vida y de la historia que recomienza como nueva creación, de la cual es Él el primogénito. Así pues, Jesucristo sigue renaciendo allí donde toda muerte es vencida, donde se descrucifica la vida. La resurrección no es solo la puerta a una vida eterna en un más allá desconocido y descolgado de este nuestro más acá. Es la fuerza de la eternidad en el tiempo, es el tiempo abierto a la inmensidad que solo…

Verso un approccio transdisciplinare della teologia morale
Boies / 19 Febbraio 2021

Circa due anni fa, il 9 febbraio 2019, durante l’udienza privata che studenti e docenti hanno avuto con lui in occasione del 70o anniversario dell’Accademia Alfonsiana, Papa Francesco, alla luce di Veritatis Gaudium, n. 4[1](VG), ci ha invitato ad adottare e a sviluppare un approccio scientifico inter e transdisciplinare nelle nostre ricerche ecclesiastiche in teologia morale[2]. Pertanto, faremo risaltare l’importanza dell’interdisciplinarità e della transdisciplinarità a partire da VG, n. 4c. Poi, definiremo questi concetti facendo un paragone fra la multi, l’inter e la transdisciplinarità. Infine, evidenzieremo nei numeri 4a, b, d, della VG, i tre requisiti necessari per favorire la transdisciplinarità in teologia morale. 1. Interdisciplinarità e transdisciplinarità nella ricerca teologica (VG, n. 4c) Con la VG, Francesco vuole dare un «nuovo impulso alla ricerca scientifica»[3] nelle Università e Facoltà ecclesiastiche della Chiesa. Secondo il Papa, l’inter e la transdisciplinarità permettono alla ricerca teologica (e dunque alla teologia morale), di aprirsi a «una pluralità di saperi», per apprezzare e comprendere meglio la «ricchezza multiforme»[4] della realtà e della condizione umana. Tuttavia, il Pontefice insiste per dire che questi approcci devono essere «esercitati con sapienza e creatività nella luce della Rivelazione»[5]. Francesco considera che «la riscoperta oggi del principio dell’interdisciplinarità» sia…

Educating desire and being educated by desire
McKeever / 12 Febbraio 2021

As indicated at the end of the recent blog Cosa vuoi? on desire in Jacques Lacan, I wish now to reflect briefly on the implications of this line of thought for moral theology. Let me say at the outset that I have been for many years, and remain to this day, a fervent disciple of Aristotle and Thomas Aquinas on this question. Their programme could be summed up in the phrase “educating desire” (A. MacIntrye). The human being is seen as an essentially rational being who has the redoubtable task of controlling his (or her) various desires so that they do not wreck havoc in his life and that of those with whom he intimately associates. The only way to do this is to practice individual acts of moderation etc. so as to develop the corresponding virtues, which make the moral life possible. All this constitutes a theoretical and practical model of human thriving which has served generations of human beings in various cultural contexts. The thought of Lacan, inspired by Freud, however, puts this schema into what is technically known as “epistemological crisis”. An epistemological crisis occurs within a discipline, such as ethics or moral theology, when new data…

Bernard Häring: il dovere della memoria e la responsabilità per la pace
Sacco / 21 Gennaio 2021

Il 27 gennaio si celebra la “Giornata della memoria”. Papa Francesco ne ha scritto in Fratelli Tutti (FT, nn. 246-254). Di fronte alle pagine buie della storia corriamo il rischio di anestetizzarci, di pensare che il passato è tale e non si può cambiare, che sono fatti lontani da noi, nello spazio o nel tempo e che sfuggono alla nostra responsabilità personale. Afferma con decisione: «No, per amor di Dio! Senza memoria non si va avanti» (FT, n. 249). Abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni successive l’orrore di ciò che accade, e quella della Shoah è una terribile testimonianza di dove può spingersi la malvagità umana se fomentata da false ideologie (cfr. FT, n. 247). La riflessione morale non può esimersi da questa responsabilità. Tra le tante riflessioni che si possono segnalare c’è quella di B. Häring che ha vissuto l’esperienza bellica in prima persona. Nel 1939 fu richiamato nella sanità militare e inviato prima in Francia, poi in Polonia, quindi in Russia, dove venne fatto prigioniero. Da tale esperienza ne uscì provato per diversi aspetti, in particolare per l’assurdità di crimini orribili commessi per obbedienza a un comando e il contatto diretto con le persone vittime di questa…

“Cosa vuoi?”/ “What do you want?”: Jacques Lacan on desire
McKeever / 15 Gennaio 2021

            In the mouth or under the pen of Jacques Lacan the simple question “cosa vuoi?” becomes a bomb. The bomb is intended, as so often in his case, to explode our illusions about ourselves. In what follows I wish to share with the reader a few, almost arbitrary, reflections on this simple but potent weapon.             A first line of reflection concerns the use of the Italian language. Lacan was very theatrical, indeed histrionic, in his therapeutic and didactical styles. Switching for two words out of French into Italian, whether written or spoken, certainly would have had a certain dramatic effect. Pronounced with the strong intonation of a question in Italian and accompanied by an insistent hand gesture, this question immediately puts the interlocutor under psychological pressure on various fronts. The two most obvious of these concern the two words of which the question is composed.             “Cosa”, or better still “Cosa?”, in the context of Lacan’s thought, is an extremely loaded term, loaded like a gun. The word succinctly poses questions and insinuates judgements. The first question is: “Do you know what you want?” or “Do you really think what you want is…

L’etica al tempo del Coronavirus
DelMissier , Massaro / 13 Marzo 2020

  “Come comportarsi nel tempo dell’emergenza da Coronavirus? Alcune norme morali da osservare con senso di responsabilità.” L’emergenza del Covid-19 sta mettendo duramente alla prova il nostro Paese e numerose altre nazioni, impreparati davanti a un’epidemia inattesa e di così rapida diffusione. Stanno cambiando le nostre abitudini, in virtù di un appello alla responsabilità che sta limitando molte delle nostre attività quotidiane e delle nostre relazioni. Anche l’etica viene interpellata per offrire delle risposte o iniziare ad avviare processi dinanzi a questa situazione emergenziale. Informazione Una delle esigenze fondamentali al diffondersi di una nuova epidemia è quella di un’informazione chiara, univoca e scientificamente fondata, offerta da fonti autorevoli. Ciò contribuisce a evitare reazioni inconsulte di panico, infondendo consapevolezza, ragionevolezza e moderazione nell’opinione pubblica che è solita reagire in termini emotivi e irrazionali. L’informazione deve accompagnare costantemente le misure preventive o restrittive assunte dalle pubbliche autorità per motivare l’osservanza delle disposizioni (compliance) e motivare i cittadini sull’efficacia dei sacrifici richiesti. Si richiede una collaborazione dei mezzi di comunicazione in vista del bene comune, mettendo in secondo piano il sensazionalismo e la ricerca dello scoop per contribuire a un clima consapevole dei rischi, ma sereno e fiducioso. Ciò non significa annullare il…

«Anche quelli contro il creato sono peccati da confessare» dice Francesco
DelMissier / 24 Maggio 2019

  «Anche quelli contro il creato sono peccati da confessare» dice Francesco Sabato 9 febbraio 2019 l’Accademia Alfonsiana (Roma) ha celebrato il 70° anniversario della sua fondazione, come istituto universitario voluto dai Redentoristi per preparare docenti di teologia morale (ad oggi più di 5.000) sensibili alla misericordia pastorale di S. Alfonso. In tale occasione, papa Francesco ha concesso una speciale udienza ai Superiori, agli insegnanti e agli studenti, durante la quale ha pronunciato un interessante discorso, la parte più “insolita” del quale si è soffermata sulle questioni di bioetica ecologica. Tra le sfide emergenti che la teologia alfonsiana deve affrontare vi è «il grido della terra, violentata e ferita in mille modi dallo sfruttamento egoistico. La dimensione ecologica è una componente imprescindibile della responsabilità di ogni persona e di ogni nazione. Mi fa riflettere il fatto che quando amministro la Riconciliazione – anche prima, quando lo facevo – raramente qualcuno si accusa di aver fatto violenza alla natura, alla terra, al creato. Non abbiamo ancora coscienza di questo peccato. È compito vostro farlo. La teologia morale deve fare propria l’urgenza di partecipare in maniera convinta a un comune sforzo per la cura della casa comune mediante vie praticabili di sviluppo…

How does the Bible help us to think about migration?
McKeever / 17 Maggio 2019

How does the Bible help us to think about migration? The relationship between the Bible and morality is notoriously complex (see the document of the Pontifical Biblical Commission, The Bible and Morality, 2008). Looking to the Scripture for enlightenment and guidance on any moral issue requires prudence, intellectual honesty and humility. All of this is true in a particular way concerning the contemporary question of migration because it is such a sensitive and controversial issue. In this brief reflection we will consider just one biblical text, perhaps the most important verse in the Bible on this question: “The stranger who resides with you shall be to you as one of your citizens; you shall love him as yourself, for you were strangers in the land of Egypt: I the Lord am your God” (Leviticus, 19,34). The verse can be broken down into three parts: a moral obligation concerning the treatment of strangers, the historical fact that the people of Israel were once strangers and the assertion by God of his authority over his people. The key word linking these three parts is the word “for”. Taken literally, this term expresses the idea that one assertion follows logically from another, but…