The Governance of Change: at a time of ecological transition Open Ethical Questions Raised by Laudato sì. Question 1: Is the use of coercive force justified in responding to the ecological and social crisis?
McKeever / 15 Novembre 2022

Two recent crises have raised the question as to the legitimate use of coercive force: the Covid-19 pandemic and the Russian invasion of Ukraine. In the first case the coercive force mainly took the form of legal restrictions on various human activities such as work and travel; in the second case, coercive force is being exercised primarily in the form of sanctions and financial support for Ukraine (which makes possible the other kind of coercive force Ukraine is using to expel the invader). In both cases there has been much debate about the ethics of such measures. The purpose of this post is to consider briefly the ethics of the use of coercive force in responding to the ecological and social crisis depicted in Laudato sì. In Chapter 5 of that document there are various discrete but firm references to the need for such force (for example, §§ 167,175,181). This need arises out of the simple fact that when some parties attempt to respond to the crisis by introducing change other parties tend to obstruct this process. It is not realistic to imagine that all parties will freely cooperate in effecting the necessary change. But is it ethically legitimate to…

An ecocentric economy
Carbajo / 10 Marzo 2022

Pope Francis has invited everyone to build a fraternal and inclusive economy[i], oriented to the common good and «attentive above all to the poor and excluded»[ii]. Our “sister mother Earth” «is among the most abandoned and maltreated of our poor»[iii]; therefore, this economy must be ecocentric. The Economy of Francesco To promote this economy, the Pope has wanted to organize in Assisi an international meeting of young economists (under 35 years of age), entitled Economy of Francesco, «to promote together, through a common “covenant”, a process of global change» (Ec-Fco) towards a new economic system that must be more inclusive and more attentive to the person and the environment. We need to set in motion processes to demand a change in «life-style, models of production and consumption, and established structures of power which today govern societies”[iv]. In calling for this meeting, the Pope showed his confidence in young people “to give a soul to the economy of tomorrow» (Ec-Fco), since «the present world system is certainly unsustainable»[v]. Accepting the papal invitation, more than 3,000 young economists from 120 countries signed up. The meeting had been scheduled to be held on March 26-28, 2020, in Assisi, a city «which has for…

Il paradosso della sofferenza
Witaszek / 30 Aprile 2021

Questa situazione di pandemia è diventata ormai una realtà concreta per tutti noi, che ci ritroviamo fragili e talvolta disorientati. In questi giorni, l’uomo ha più che mai bisogno dei valori fondanti della nostra religione: fedeltà a Dio, amore per i fratelli, altruismo, impegno per il bene comune, solidarietà con i più bisognosi, misericordia per tutti. Il virus ci ha colti alla sprovvista, ci ha confinati all’interno delle nostre case, ma ci ha fatto anche comprendere, anzi direi toccare con mano, che siamo tutti parte dell’unica famiglia umana. Questo messaggio conserva in pieno la sua validità non soltanto per i credenti, bensì per tutti gli uomini di buona volontà. Oggi siamo tutti chiamati a remare insieme, a confortarci e a sostenerci vicendevolmente. Anche il mondo sapienziale biblico, rappresentato dal libro di Giobbe, si interrogava sul significato della sofferenza dell’uomo chiamato Giobbe. Tutti noi ci sentiamo un po’ come Giobbe, soprattutto in questo tempo di pandemia. Il libro di Giobbe è una riflessione sul mistero della sofferenza che colpisce l’innocente. Ivi la risposta degli amici di Giobbe, che vorrebbero consolarlo spingendolo a riconoscere una colpa in realtà inesistente, non regge. Giobbe non ottiene spiegazione alcuna sul mistero del dolore, sul perché…

Il dovere di disciplina nell’imporre le tasse (Costituzione Italiana, art. 54, co. 2)
Salutati / 10 Gennaio 2020

  Il tema dell’imposizione fiscale è pressoché sempre trattato concentrando l’attenzione sull’importante dovere del cittadino di pagare le tasse, ma raramente ci si sofferma sull’altrettanto fondamentale dovere di buona amministrazione delle risorse da parte del politico. Nell’ambito della Dottrina Sociale della Chiesa, considerando insufficiente la teoria liberale del diritto di imposizione fiscale come derivante dalla sovranità dello Stato, si considera il tributo espressione del vincolo che lega il cittadino allo Stato, nonché dell’identità di interessi di contribuente e Stato nel perseguire il bene comune. Non a caso l’art. 53 della Costituzione Italiana non statuisce, come altre Costituzioni, che si è “tenuti a pagare le imposte”, ma che «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche», nella consapevolezza che, in un ordinamento fiscale di massa, solo la collaborazione tra la parte pubblica e quella privata può conseguire risultati efficaci in ordine al bene comune (G. Marongiu). Proprio nell’ottica della collaborazione e nell’orizzonte del bene comune S. Tommaso, nel commentare la Lettera ai Romani (13,6), insegna che un’imposta non prelevata per fini di stretta utilità pubblica è ingiusta e non obbliga e che il Sovrano può peccare in due casi. Il primo si verifica quando il Sovrano non cura gli interessi del…

Bene comune: un principio da ricollocare al centro della vita politica
Salutati / 13 Dicembre 2019

Può essere utile, se non necessario, riflettere sull’importanza del bene comune come fine della politica, in particolare alla luce di quanto sta avvenendo in varie parti del mondo dove, per ricordare solo i fatti più recenti, un aumento del prezzo del biglietto della metro (Cile), l’applicazione di una tassa su chiamate via WhatsApp (Libano), la revoca dei sussidi per il carburante (Ecuador), ha scatenato una protesta popolare, esplosa a causa della disperazione che nasce dalla povertà e da situazioni di forte disparità di reddito tra la parte di popolazione più povera (la stragrande maggioranza) ed una minoranza ricchissima, costringendo la politica a recedere dai provvedimenti intrapresi e a rendersi conto che può essere pericoloso e dannoso per tutti sottovalutare le istanze della popolazione. Il bene comune è un concetto che ha trovato accoglienza soprattutto nella riflessione cattolica, ma che nasce da molto lontano. Ne parla Aristotele, che considera “beni” i fini che l’uomo persegue nel suo agire, tra i quali il fine più alto è la costruzione della polis, la città, e dunque, il bene comune. In tutto il mondo greco avere a cuore la vita della cosa pubblica era di primaria importanza, tanto che chi non se ne interessava…