Il mondo dopo la fine del mondo
Amarante , Newsletter / 1 Luglio 2022

Prima la sfida dei cambiamenti climatici estremi che ha accelerato la migrazione, acuita dal desiderio di uno stile di vita più umano, poi il coronavirus ed ora la guerra in Europa, ci devono spingere con coraggio a riflettere sul mondo che verrà. Se l’aver arginato parzialmente la pandemia aveva fatto credere di poter ritornare ad uno stile di vita pregresso, la guerra in Europa ci sta dicendo che la globalizzazione, l’interdipendenza tra le nazioni, così come l’abbiamo conosciuta sta finendo. Nei prossimi mesi assisteremo sempre di più a un mondo contrapposto non più in blocchi ideologici bensì in aree di commercio che rappresentano la nuova cortina di ferro. Un primo blocco commerciale è formato da Usa, Europa, Australia, Giappone, Israele e altri paesi filo Occidentali. L’atro blocco è formato da Cina, Russia, India, e le nuove economie emergenti come Brasile, alcuni paesi asiatici e soprattutto dal Medio Oriente. Alcune nazioni come Cina, India, Brasile continueranno a commerciare con entrambe le aree finché non verrà chiesto loro di schierarsi, senza indugio, con una delle due cortine di commercio. In un certo senso è iniziata la fase della deglobalizzazione che porterà ad un modo sempre più diviso e contrapposto finché una delle…

Kerigma e storia: un rapporto in divenire
Amarante / 27 Maggio 2022

Molte parole oggi sono inflazionate. In alcuni casi varie parole hanno perso il loro significato originario. Una di questa certamente è la parola “bene” che, privata del suo rapporto con il kerigma e la storia dell’umanità, in molti credono sia una sorta di autogenesi spontanea. Cosa è il bene? Le nostre scelte costruiscono percorsi di bene? È indubbio che spesso molte delle nostre scelte sono guidate dalla volontà di anteporre interessi o beni personali al bene comune. Qui nasce il problema morale o, meglio ancora, cosa sia il bene morale in una data situazione, con la conseguente riflessione sulle norme morali che dovrebbero guidare il nostro agire. Non fa meraviglia se in tanti, davanti alle avversità della vita, si chiedono perché continuare a fare il bene. Ne vale la pena? Cui prodest? Questa domanda può essere affrontata a partire da visioni diverse. Se l’affrontiamo con la filosofia kantiana diremmo che bisogna fare il bene perché esso è ragionevole. Se fossimo hegeliani faremmo ricorso al normativismo. Se seguissimo l’utilitarismo diremmo che bisogna fare il bene per stare bene e per far stare bene. Si potrebbero continuare a fare altri esempi a partire dai diversi approcci filosofici e religiosi. Come credenti quando…

Cancel Culture
Amarante / 4 Marzo 2022

Il fenomeno della cancel culture a livello morale deve porre delle domande. Questo concetto nato come la volontà di togliere il like o il mi piace ad una determinata immagine o frase apparsa sui social, si è trasformato in uno “scaricare qualcosa o qualcuno. Rifiutare un individuo o un’idea” imponendo una cultura unica. L’evoluzione del concetto sta continuando tanto da trasformarsi in una chiara volontà di processo al passato prossimo o remoto. La cancel culture porta dentro di sé una deriva autodistruttiva della società senza proporre qualcosa di costruttivo capace di tenere insieme le diversità. Questo fenomeno, che si configura per la sua rabbia esplosiva per tutto ciò che non si condivide, è possibile osservarlo in modo chiaro nei campus universitari e nei dibattiti politici in nord America. Qualche studioso ha paragonato la cancel culture ad un correttore collettivo che vuole abbattere simboli (si pensi alle statue di Cristoforo Colombo distrutte negli USA), processare il passato (il caso degli abusi ottocenteschi sui nativi in Canada), riscrivere totalmente il concetto di ciò che è buono, in virtù di una tolleranza e di una normatività etica e legislativa da riscrivere da un solo punto di vista che diventa egemone. La cancel culture…

Un buon nuovo inizio
Amarante / 4 Ottobre 2021

Un buon nuovo inizio Finalmente inizia il nuovo anno accademico 2021-2022 con la ripresa della didattica in presenza – come indicato dalla Congregazione per l’educazione cattolica (vedi) – e la speranza di lasciarci alle spalle la pandemia del Covid-19: l’invito a partecipare al WelcomeDay e a riprendere la comunicazione attraverso il nostro blog, vogliono proprio essere il segno di questo nuovo inizio e un benvenuto alla recuperata normalità. Certo rimangono i segni che, come cicatrici, ci ricordano la necessità di mantenere alta la guardia (mascherine, distanziamento, Green Pass, ecc.) e di tenere presente la varietà di situazioni e problemi che caratterizzano i diversi Popoli e continenti. Infatti, oltre alla modalità ordinaria in presenza, rimarrà attiva la possibilità di seguire i corsi a distanza perché ci sono studenti che non potranno raggiungere Roma ma che hanno il diritto di studiare e concludere i loro percorsi di ricerca teologica. Oltre alla necessaria prudenza, però, tutti siamo chiamati a vivere il presente con speranza e a proiettarci verso un futuro più giusto e fraterno. In fondo, se c’è una lezione che ci viene da quanto abbiamo tragicamente vissuto a causa del Covid-19 è che solo la solidarietà e i legami ci permettono di…

Un’estate di speranza
Amarante / 2 Luglio 2021

Benvenuta estate! L’arrivo del caldo nell’emisfero Nord del mondo corrisponde con la sospensione delle attività scolastiche e il rallentamento del ritmo della vita. Sembra quasi che tutto assuma un nuovo sapore. Un anno fa, a pochi mesi dalla pandemia, salutando tutti, scrivevo «L’estate da sempre sinonimo di libertà, ora diventa un vissuto di “libertà vigilata”. Senza commettere reato ognuno vive delle restrizioni piscologiche, relazionali e sanitarie» (17.07.2020). A distanza di un anno qualcosa è iniziato a cambiare. In molti hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. In tanti hanno eretto delle difese per arginare il virus se non quello batteriologico almeno quello psicologico. Altri sperano in una normalità che abbiamo compreso che non ci potrà essere del tutto. Da sempre l’estate, proprio per il suo ritmo molto particolare, è il tempo della luce, dei sogni, dei progetti. Per godere della luce dobbiamo fare l’esercizio della memoria. Avere cioè il coraggio di prendere tra le mani tutte le esperienze vissute in quest’anno accademico che si sta concludendo e leggerle con franchezza. Nulla accade per caso. Tutto è frutto della Provvidenza. Ad esempio sfogliando le pagini virtuali di questo blog ogni articolo è un’esperienza, una riflessione, che gli autori hanno voluto condividere…

Il grido della terra
Amarante / 4 Giugno 2021

Nel recente messaggio (23.03.2021) che il Pontefice ha inviato al Moderatore Generale dell’Accademia Alfonsiana, ha elencato una serie di sfide a cui la teologia morale deve rispondere: «la pandemia e il lavoro nel mondo del post Covid, le cure da assicurare a tutti, la difesa della vita, gli input che ci vengono dall’intelligenza artificiale, la salvaguardia del creato, la minaccia antidemocratica e l’urgenza della fratellanza» per poi aggiungere «Guai a noi se in tale impegno evangelizzatore, separassimo il “il grido dei poveri” dal “grido della terra”». In più occasioni il Pontefice ha invitato l’umanità a farsi carico propositivamente del “grido” dei poveri e della terra. Se questo invito già era presente in Evangelii gaudium (cf. n. 187) è diventato forte prima nell’enciclica Laudato sì (cf. n. 49) per essere indicato come un’istanza che interpella la coscienza nell’esortazione apostolica post sinodale Querida Amazonia (cf. nn. 8, 52). Nel maggio del 2015, papa Francesco pubblicava l’enciclica Laudato si’ lanciando un vigoroso monito per un’ecologia integrale che deve mettere al centro la preoccupazione per la natura, la difesa dei poveri, l’impegno sociale per bene comune, si sta rivelando profetico. Proprio in questa enciclica il Pontefice invita a raccogliere il grido della terra ricordando…

Un ateismo religioso
Amarante / 5 Febbraio 2021

Da quando si è compreso che la pandemia del Covid-19 ci avrebbe accompagnato per un lungo tratto della nostra esistenza, spesso di sente dire: «Speriamo che tutto ritorni come prima, al più presto». Che significa che tutti ritorni come prima? La pandemia ci spinge alla nostalgia di un mondo che al momento è messo tra parentesi. Ma quale mondo abbiamo lasciato? La nostra è nostalgia di un vissuto oppure é solo cecità verso il nuovo? Personalmente credo che la pandemia è la più grande opportunità che potessimo vivere come comunità di credenti. L’attuale crisi sanitaria ha bloccato le lancette dell’orologio della storia chiedendoci di rivedere le nostre logiche. È innegabile che per tanti, fino a un anno fa, le scelte economiche e, forse, quelle relazionali, erano guidate da logiche dettate dalle opportunità, dove Dio e l’altro erano funzionali alle proprie necessità. Questa esperienza dolorosa ha messo in crisi il modello di vita che ci siamo costruiti perché rimanda all’essenzialità relazionale e ai bisogni primari. Può quasi sembrare che davanti a noi non ci siano possibilità nuove, ma solo limiti. Questo porta a una nuova domanda di senso che diventa quasi una preghiera laica: «O Dio facci tornare alla normalità». Ma…

Vaccinarsi: una scelta morale
Amarante / 5 Gennaio 2021

Già prima del V-Day, cioè il giorno in cui il vaccino contro il coronavirus iniziasse ad essere somministrato in maniera esponenziale, sui social prima e su altri organi di stampa, è iniziato il dibattitto tra coloro che ritengono obbligatorio vaccinarsi e tra i detrattori del vaccino e dell’obbligo stesso alla profilassi. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto una quantità di informazioni sull’efficacia del vaccino, difficile da maneggiare da chi non è esperto in materia. C’è poi una piccola galassia informativa, ma molto rumorosa, che sostiene – senza dati scientifici alla mano – che il vaccino non è nient’altro che un complotto ordito dalla case farmaceutiche e dai governi mondiali per controllare le masse. Senza voler entrare in questa polemica sterile credo necessario porre due semplici considerazioni. 1. Il mondo sta affrontando un’epidemia foriera di morte e stravolgimenti di stili di vita; 2. La storia ci insegna che solo attraverso la medicina e i vaccini le malattie sono state sconfitte. Allora: perché questa avversità verso i vaccini in generale e quello del Covid-19 in particolare? Quale comportamento morale responsabile da assumere? A confondere le idee su un tema così delicato concorrono anche alcuni orientamenti religiosi. Ad esempio gli Amish, rifiutando la modernità,…