Costruire muri o spalancare frontiere? I giovani, “protagonisti” del cambiamento
Donato / 14 Giugno 2019

  Costruire muri o spalancare frontiere? I giovani, “protagonisti” del cambiamento In un tempo in cui si dibatte molto sulla sedicente necessità di “costruire muri” e in cui dominano le “prese di posizione” e la “legge del più forte” sempre più tese a “difendere” non il debole, l’indifeso e il povero ma solo quanti, impropriamente, si vedono da loro minacciati, la Chiesa con il suo insegnamento invita ancora una volta a spalancare le frontiere, a continuare a camminare insieme per accogliere e accompagnare “tutti” e “ciascuno”, così da superare ogni forma di elitarismo, emarginazione, sofferenza e manipolazione. Lo scorso 25 marzo, «ispirato dalla ricchezza delle riflessioni e dei dialoghi del Sinodo» dell’ottobre 2018, papa Francesco ha voluto piantare, quale ulteriore orientamento per l’ora “presente”, una nuova “pietra miliare” accanto e in continuità a quelle già fissate – Evangelii gaudium, Amoris laetitia – lungo il percorso del suo pontificato. Stiamo parlando dell’esortazione apostolica post-sinodale Christus vivit. Questo nuovo documento magisteriale si compone di 299 numeri distribuiti in 9 capitoli e ha il tono colloquiale di una “lettera”, come la definisce lo stesso Francesco (cf. n. 3; 4). È indirizzato in primis «a tutti i giovani cristiani» e «contemporaneamente a tutto il Popolo…

A Properly Formed Conscience is the Ultimate and Inviolable Moral Norm for Acting
Tirimanna / 31 Maggio 2019

A Properly Formed Conscience is the Ultimate and Inviolable Moral Norm for Acting Although the cherished Catholic moral Tradition has continued to hold that the personal conscience is the ultimate and inviolable moral norm for acting in the here and now, my experience of teaching moral theology for the past 25 years or so, has made me realize that there are quite a number of good-hearted Catholics who do not hold this belief. For them, it is the clearly laid-down laws and norms that have to be the guide of our moral behaviour. Accordingly, the role of the personal conscience is to simply make those objective moral norms its own and obey them! Surprisingly among those who hold such simplistic views are a good number of Bishops, priests and seminarians, most of whom have had their theological formation during the last three decades or so. Their apparently well-founded preoccupation is that if personal conscience is considered as the ultimate and inviolable moral norm for a person’s acting, then, inevitably there would ensue what they call “moral relativism”. Such attitudes may well be the result of the post-Vatican-II preoccupation with regard to the rising trends of individualism and moral relativism, due…