Un ateismo religioso
Amarante / 5 Febbraio 2021

Da quando si è compreso che la pandemia del Covid-19 ci avrebbe accompagnato per un lungo tratto della nostra esistenza, spesso di sente dire: «Speriamo che tutto ritorni come prima, al più presto». Che significa che tutti ritorni come prima? La pandemia ci spinge alla nostalgia di un mondo che al momento è messo tra parentesi. Ma quale mondo abbiamo lasciato? La nostra è nostalgia di un vissuto oppure é solo cecità verso il nuovo? Personalmente credo che la pandemia è la più grande opportunità che potessimo vivere come comunità di credenti. L’attuale crisi sanitaria ha bloccato le lancette dell’orologio della storia chiedendoci di rivedere le nostre logiche. È innegabile che per tanti, fino a un anno fa, le scelte economiche e, forse, quelle relazionali, erano guidate da logiche dettate dalle opportunità, dove Dio e l’altro erano funzionali alle proprie necessità. Questa esperienza dolorosa ha messo in crisi il modello di vita che ci siamo costruiti perché rimanda all’essenzialità relazionale e ai bisogni primari. Può quasi sembrare che davanti a noi non ci siano possibilità nuove, ma solo limiti. Questo porta a una nuova domanda di senso che diventa quasi una preghiera laica: «O Dio facci tornare alla normalità». Ma…

Bernard Häring: il dovere della memoria e la responsabilità per la pace
Sacco / 21 Gennaio 2021

Il 27 gennaio si celebra la “Giornata della memoria”. Papa Francesco ne ha scritto in Fratelli Tutti (FT, nn. 246-254). Di fronte alle pagine buie della storia corriamo il rischio di anestetizzarci, di pensare che il passato è tale e non si può cambiare, che sono fatti lontani da noi, nello spazio o nel tempo e che sfuggono alla nostra responsabilità personale. Afferma con decisione: «No, per amor di Dio! Senza memoria non si va avanti» (FT, n. 249). Abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni successive l’orrore di ciò che accade, e quella della Shoah è una terribile testimonianza di dove può spingersi la malvagità umana se fomentata da false ideologie (cfr. FT, n. 247). La riflessione morale non può esimersi da questa responsabilità. Tra le tante riflessioni che si possono segnalare c’è quella di B. Häring che ha vissuto l’esperienza bellica in prima persona. Nel 1939 fu richiamato nella sanità militare e inviato prima in Francia, poi in Polonia, quindi in Russia, dove venne fatto prigioniero. Da tale esperienza ne uscì provato per diversi aspetti, in particolare per l’assurdità di crimini orribili commessi per obbedienza a un comando e il contatto diretto con le persone vittime di questa…

Fraternidad/sororidad abierta y universal. Don y conquista…
Fidalgo / 31 Dicembre 2020

La propuesta de una «fraternidad universal» no es ciertamente nueva en nuestra historia, desde diversos ángulos se la ha buscado. Con mayores o menores aciertos. Ha habido diversos grupos que incluso buscando dicho ideal se han dividido entre ellos por tener diferentes modos de buscarla y de concretarla. Esto podría llevar a renunciar y a no seguir insistiendo, o por el contrario podría simplemente indicar la necesidad de seguir intentando encontrar nuevos y posibles caminos de realización. El papa Francisco, en continuidad con la mejor tradición cristiana y la impronta del Vaticano II, estaría por estos intentos. Su propuesta tiene sus peculiaridades, acentúa que dicha fraternidad/sororidad además de ser universal, debe ser abierta, sin fronteras, inclusiva, respetuosa de las diversidades y, fundamentalmente, respetuosa de la común e inalienable dignidad humana. Frente a esta propuesta encontraremos sin dudas normales reacciones que incluyen rechazos, escepticismos y acogidas muy variadas. La pregunta es si el tiempo histórico está lo suficientemente maduro como para no quedarnos allí, en las primeras y comprensibles variopintas reacciones, y poder ir más allá realizando pasos concretos de encuentro y abriendo procesos de diálogo mediante los cuales se pudiera ir abandonando trincheras y abriéndose a nuevas configuraciones identitarias, personales…

El valor y el sentido del perdón según Fratelli tutti
Fidalgo / 17 Dicembre 2020

  El papa Francisco parte de la dura constatación que nos pesa un mundo cuyas mayores sombras son la cerrazón, la fragmentación, el individualismo y las heridas deshumanizantes que nuestros estilos y sistemas de vida producen. Desde este contexto se anima a reproponer el sueño y el camino humano y cristiano fundamental: el de una «fraternidad/sororidad abierta y universal», que sea capaz de animar y sostener una «amistad social», por medio de la cual se puedan a su vez animar y sostener procesos de transformación paradigmática, con el solo fin de lograr una vida más digna y libre, en paz, en armonía entre los seres humanos, los pueblos y el ecosistema. Con estas perspectivas propone la recuperación y el lanzamiento de una praxis de «la mejor política», animada por «el amor político» y el ejercicio de un poder local e internacional que mire más por las personas que por los meros beneficios y oportunismos. Propone la generación de una nueva «cultura del encuentro», donde «el diálogo y la amistad social» vengan a ser la motivación y el soporte fundamental para poder lograr «verdaderos consensos» en la búsqueda de la verdad y de las mejores estrategias en orden a ir más…

Fraternità universale e amicizia sociale: Utopia o Realpolitik? Una lettura della Fratelli Tutti in ottica politica (parte 2/2)
McKeever / 4 Dicembre 2020

Avendo presentato in un post precedente la posizione della Fratelli tutti sul populismo e sulla migrazione, vogliamo ora considerare i temi della fraternità universale e dell’amicizia sociale come la base della risposta del Papa. La parola chiave qui è “base”. Questi due termini non costituiscono una proposta politica specifica e neanche una valutazione morale concreta, ma esprimono due atteggiamenti fondamentali che dovrebbero essere alla base di ogni politica e di ogni etica. Per capire i termini fraternità universale e amicizia sociale bisogna capire prima fraternità familiare e amicizia personale, o prima ancor fratello e amico. Che cosa è un fratello? Ne ho tre nella mia famiglia.  Siamo figli dello stesso padre e abbiamo giocato, litigato e condiviso come fanno fratelli. La parola “fraternità” in contesto familiare esprime tutta una costellazione di affetti, emozioni, sentimenti, atteggiamenti, disposizioni e usanze. Che cosa è un amico? Ne ho perso uno due anni fa, morto a 60 anni. Siamo stati amici fraterni per 40 anni, in tempi felici e in tempi duri. La parola “amicizia”, anch’essa, esprime tutta una gamma di attitudini, aspirazioni, condivisioni e reazioni.  Notiamo bene che l’atteggiamento iniziale necessario per lo sviluppo di tutte queste qualità è una postura di apertura…

Fraternità universale e amicizia sociale: Utopia o Realpolitik? Una lettura della Fratelli Tutti in ottica politica (parte 1/2)
McKeever / 20 Novembre 2020

    Per felice coincidenza o forse per divina provvidenza in Accademia Alfonsiana abbiamo avuto recentemente nel corso sul socialismo una bella discussione sull’Utopia di Tommaso Moro.  Abbiamo riflettuto sulla forma di vita idillica che si conduce su questa famosa isola.  Se avete letto le prime reazioni alla Fratelli tutti, avrete notato che l’enciclica è spesso accusata d’essere utopistica.  Così nasce il titolo di questo breve intervento: Fraternità universale e amicizia sociale: Utopia o Realpolitik?  Nella seconda parte di questo post darò la mia risposta a questa domanda. Prima vorrei fare una breve lettura dell’enciclica in ottica politica. L’ermeneutica ci insegna, e non da ieri, che la prima cosa da fare nell’interpretazione di un nuovo testo è di individuarne il genere letterario: non si può leggere una poesia come fosse un trattato di fisica.  Il genere letterario “enciclica sociale” è abbastanza conosciuto nelle specificità del suo scopo, del suo stile, dei suoi contenuti e dei suoi destinatari. Spesso una tale enciclica tratta di una questione sociale specifica: la situazione degli operai nella Rerum Novarum, l’auspicabile modello economico post-sovietico nella Centesimus Annus o l’ecologia nella Laudato si’. Naturalmente, mentre trattano la questione specifica queste encicliche toccano vari altri argomenti. Orbene, qual…

Patto educativo globale: il ruolo dell’università (Parte 1/2)
Carbajo / 30 Ottobre 2020

L’evento “in presenza” del Patto educativo globale (Global Compact on Education), voluto da Papa Francesco, era previsto per il 14 maggio 2020, ma è stato rinviato a causa della pandemia Covid-19. Da allora, una serie di seminari tematici continuano a svolgersi in diverse istituzioni accademiche. Recentemente, il 15 ottobre 2020, il papa ha dato nuovo impulso all’iniziativa con un videomessaggio sul tema che è stato tramesso nel corso di un evento organizzato alla Pontificia Università Lateranense. La pubblicazione, il 4 ottobre 2020, dell’enciclica Fratelli tutti [FT] ha riavviato il bisogno di unire gli sforzi per avanzare insieme verso la fraternità e l’amicizia sociale a tutti i livelli. Questo non sarà possibile senza “un’educazione alla fraternità e al dialogo” (FT 103) che ci permetta pure di percepire sia il grido dei poveri sia il grido della terra, perché “tutti siamo connessi” (Fratelli tutti) e “tutto è connesso” (Laudato si’) nella casa comune. L’università e la formazione integrale L’università può svolgere un ruolo importante in questo cammino educativo se riesce a integrare armonicamente l’apprendimento e il servizio sociale alla comunità (service learning). Le idee e le conoscenze, da sole, non bastano. Invece di limitarsi a esercitare una funzione meramente strumentale e trasmissiva,…

Un regalo de papa Francisco: Todos hermanos y hermanas
Fidalgo / 9 Ottobre 2020

  El papa Francisco nos regala una nueva carta encíclica (03-10-2020) intitulada: Fratelli tutti (Todos hermanos y hermanas), una frase tomada de san Francisco de Asís, para comunicarnos un mensaje, un sueño ineludible, que versa «sobre la fraternidad y la amistad social». Como sabemos, firmada en la ciudad y el convento franciscano de Asís. Lugar de la memoria viviente del evangelio sembrado por el pequeño hermano Francisco. Con una Introducción, ocho capítulos y sus 287 numerales, el papa nos ofrece un mensaje que es sueño y camino, porque es anhelo ferviente de un camino que se ha de recorrer como fidelidad al evangelio de la vida y a la vida hecha evangelio. Resulta interesante en esta su nueva encíclica social, que ante todo sea de carácter social, una apuesta constante en su magisterio, y luego que pretenda ser un mensaje abierto a todo el mundo, humanamente universal e interreligioso. Es interesante que su motivación e inspiración fundamental, a parte de su perspectiva creyente cristiana, sea el encuentro con el Gran Imán Ahmad Al-Tayyeb; así como también otros tantos hermanos de valor universal (cf. FR, n. 286). Huellas y señales que nos va ofreciendo este papa, para una fe que se…