Bene comune: un principio da ricollocare al centro della vita politica
Salutati / 13 Dicembre 2019

Può essere utile, se non necessario, riflettere sull’importanza del bene comune come fine della politica, in particolare alla luce di quanto sta avvenendo in varie parti del mondo dove, per ricordare solo i fatti più recenti, un aumento del prezzo del biglietto della metro (Cile), l’applicazione di una tassa su chiamate via WhatsApp (Libano), la revoca dei sussidi per il carburante (Ecuador), ha scatenato una protesta popolare, esplosa a causa della disperazione che nasce dalla povertà e da situazioni di forte disparità di reddito tra la parte di popolazione più povera (la stragrande maggioranza) ed una minoranza ricchissima, costringendo la politica a recedere dai provvedimenti intrapresi e a rendersi conto che può essere pericoloso e dannoso per tutti sottovalutare le istanze della popolazione. Il bene comune è un concetto che ha trovato accoglienza soprattutto nella riflessione cattolica, ma che nasce da molto lontano. Ne parla Aristotele, che considera “beni” i fini che l’uomo persegue nel suo agire, tra i quali il fine più alto è la costruzione della polis, la città, e dunque, il bene comune. In tutto il mondo greco avere a cuore la vita della cosa pubblica era di primaria importanza, tanto che chi non se ne interessava…

A Properly Formed Conscience is the Ultimate and Inviolable Moral Norm for Acting
Tirimanna / 31 Maggio 2019

A Properly Formed Conscience is the Ultimate and Inviolable Moral Norm for Acting Although the cherished Catholic moral Tradition has continued to hold that the personal conscience is the ultimate and inviolable moral norm for acting in the here and now, my experience of teaching moral theology for the past 25 years or so, has made me realize that there are quite a number of good-hearted Catholics who do not hold this belief. For them, it is the clearly laid-down laws and norms that have to be the guide of our moral behaviour. Accordingly, the role of the personal conscience is to simply make those objective moral norms its own and obey them! Surprisingly among those who hold such simplistic views are a good number of Bishops, priests and seminarians, most of whom have had their theological formation during the last three decades or so. Their apparently well-founded preoccupation is that if personal conscience is considered as the ultimate and inviolable moral norm for a person’s acting, then, inevitably there would ensue what they call “moral relativism”. Such attitudes may well be the result of the post-Vatican-II preoccupation with regard to the rising trends of individualism and moral relativism, due…