La struttura economico-finanziaria globale dopo il Covid-19
Salutati / 16 Ottobre 2020

Lo scorso 6 luglio 2020, 120 Vescovi di tutto il mondo hanno sottoscritto un appello del CIDSE (Coopération Internationale pour le Développement et la Solidarité), che è l’organizzazione fondata nel 1967 per coordinare l’impegno verso alcuni traguardi indicati dal Concilio Vaticano II come importanti per promuovere la pace nel mondo, tra cui prendersi cura dei poveri e degli oppressi e promuovere la giustizia a livello planetario. A questo fine il CIDSE è una struttura che raggruppa e coordina le agenzie cattoliche per la promozione dello sviluppo e della solidarietà dell’Europa e del Nord America. L’appello richiama l’urgente necessità di una due diligence ovvero di un’attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni per individuare le criticità connesse alla catena di approvvigionamento globale (supply chain) che, collegando le fabbriche di tutto il mondo, supera i confini nazionali. Il fine di tale investigazione è quello di predisporre adeguati strumenti di tutela per evitare gli abusi, garantire la solidarietà globale e il rispetto dei diritti umani. Infatti, sempre più spesso, vi sono imprese “irresponsabili” che con la loro attività si rendono complici di situazioni di ingiustizia, di violazione dei diritti umani e di sfruttamento di lavoratori dal cui lavoro, tuttavia,…

L’economia in tempo di coronavirus…. e le macchie solari
Salutati / 7 Luglio 2020

Tra le conseguenze generate dal manifestarsi del coronavirus, vi è la forte crisi economica che sta mettendo in grande difficoltà gran parte di popolazione e di imprese in tutto il mondo. Tuttavia, in tale contingenza, vi è anche chi ha non poco guadagnato, in particolare nel mondo della finanza. Sembra uno scherzo, ma questo dipende dalle “macchie solari”. Per spiegarci, supponiamo di essere un trader e che una sera il TG delle 20, con grande serietà, lanci la seguente notizia: «Il momento è grave. Domani mattina l’euro crollerà. L’Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma questo pomeriggio ha infatti rilevato delle macchie sulla superficie del sole». Effettivamente, sulla superficie del sole ci sono delle macchie dovute a differenze di temperatura. Il trader sa molto bene che quel fenomeno non ha alcun nesso di causalità con il corso dell’euro… ma il TG delle 20 è seguito da milioni di telespettatori, compreso un alto numero di investitori, per cui all’indomani saranno in molti a vendere euro. Pur essendo, dunque, un trader ben formato, che sa che quella notizia è del tutto insensata, fin dal primo mattino andrà a vendere gli euro del portafoglio dei suoi clienti, perché sa che tutti venderanno e il…

Quando l’economia diventa profezia
Salutati / 21 Aprile 2020

      In questi giorni difficili di pandemia, di crisi economica, di radicali cambiamenti del nostro modo di vivere e lavorare, di dati allarmanti sulla recessione globale (Standard&Poor’s, Morgan Stanley), potrebbe essere grandemente utile rileggere Keynes. Non perché non ci siano autorevoli voci contemporanee che da tempo insistono sulla necessità di legare sviluppo economico e migliori equilibri sociali (Sen, Nussbaum, Stiglitz, Krugman, Fitoussi, Judt, Collier), ma per andare alla radice del miglior pensiero economico che ha guidato una delle più brillanti ed equilibrate stagioni di crescita economica e sociale, nel Novecento. Un suo saggio del 1926, La fine del Laissez Faire, indicava con straordinaria chiarezza la strada che avrebbe portato al Welfare State, alla forte ondata di investimenti pubblici nell’economia europea (con i fondi Usa del Piano Marshall) per fare ripartire l’Europa e dunque anche gli Usa creditori dopo i disastri della Seconda Guerra Mondiale, le strategie macro-economiche verso il Mercato Comune Europeo e i provvedimenti per migliorare salari, diritti dei lavoratori, sicurezza, consumi, qualità della vita e del lavoro. Un pensiero liberale e democratico, una economia mista, una costante ricerca di equilibrio tra intervento pubblico nell’economia, mercato, dinamismo dell’intraprendenza privata. Keynes ragiona in modo realistico e scientifico sulle…

Il dovere di disciplina nell’imporre le tasse (Costituzione Italiana, art. 54, co. 2)
Salutati / 10 Gennaio 2020

  Il tema dell’imposizione fiscale è pressoché sempre trattato concentrando l’attenzione sull’importante dovere del cittadino di pagare le tasse, ma raramente ci si sofferma sull’altrettanto fondamentale dovere di buona amministrazione delle risorse da parte del politico. Nell’ambito della Dottrina Sociale della Chiesa, considerando insufficiente la teoria liberale del diritto di imposizione fiscale come derivante dalla sovranità dello Stato, si considera il tributo espressione del vincolo che lega il cittadino allo Stato, nonché dell’identità di interessi di contribuente e Stato nel perseguire il bene comune. Non a caso l’art. 53 della Costituzione Italiana non statuisce, come altre Costituzioni, che si è “tenuti a pagare le imposte”, ma che «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche», nella consapevolezza che, in un ordinamento fiscale di massa, solo la collaborazione tra la parte pubblica e quella privata può conseguire risultati efficaci in ordine al bene comune (G. Marongiu). Proprio nell’ottica della collaborazione e nell’orizzonte del bene comune S. Tommaso, nel commentare la Lettera ai Romani (13,6), insegna che un’imposta non prelevata per fini di stretta utilità pubblica è ingiusta e non obbliga e che il Sovrano può peccare in due casi. Il primo si verifica quando il Sovrano non cura gli interessi del…

Bene comune: un principio da ricollocare al centro della vita politica
Salutati / 13 Dicembre 2019

Può essere utile, se non necessario, riflettere sull’importanza del bene comune come fine della politica, in particolare alla luce di quanto sta avvenendo in varie parti del mondo dove, per ricordare solo i fatti più recenti, un aumento del prezzo del biglietto della metro (Cile), l’applicazione di una tassa su chiamate via WhatsApp (Libano), la revoca dei sussidi per il carburante (Ecuador), ha scatenato una protesta popolare, esplosa a causa della disperazione che nasce dalla povertà e da situazioni di forte disparità di reddito tra la parte di popolazione più povera (la stragrande maggioranza) ed una minoranza ricchissima, costringendo la politica a recedere dai provvedimenti intrapresi e a rendersi conto che può essere pericoloso e dannoso per tutti sottovalutare le istanze della popolazione. Il bene comune è un concetto che ha trovato accoglienza soprattutto nella riflessione cattolica, ma che nasce da molto lontano. Ne parla Aristotele, che considera “beni” i fini che l’uomo persegue nel suo agire, tra i quali il fine più alto è la costruzione della polis, la città, e dunque, il bene comune. In tutto il mondo greco avere a cuore la vita della cosa pubblica era di primaria importanza, tanto che chi non se ne interessava…