La solita vecchia storia delle crisi finanziarie
Salutati / 11 Maggio 2021

Da vari giorni è un susseguirsi di articoli che paventano una nuova crisi finanziaria, sia nel mondo della finanza tradizionale, dove ormai da tempo si discute sulla “bolla” che riguarderebbe Tesla di Elon Musk, sia nel mondo dei “bitcoin”. Al riguardo sono di grande attualità e interesse due importanti saggi di due grandi economisti. Il primo è Manias, Panic and Crashes di C.P. Kindleberger, del 1978, pubblicato in lingua italiana nel 1981 col titolo Euforia e panico. Storia delle crisi finanziarie, costantemente aggiornato nella versione inglese fino alla morte del suo autore nel 2003. Il secondo è la Breve storia dell’euforia finanziaria. I rischi economici delle grandi speculazioni (1990), di J.K. Galbraith. Entrambi i saggi illustrano come il verificarsi di una crisi, sia sempre l’esito del concatenarsi di una serie di fatti e di scelte umane, molto spesso non razionali. Nella storia dei mercati finanziari un dato costante e predominante è, infatti, la frequente assenza di razionalità. Ogni “bolla” che precede la crisi parte a seguito dell’euforia generata da aspettative continue di guadagno, a cui si sommano le scommesse finanziarie gestite dai market-mover, ovvero i pochi investitori istituzionali che guidano l’andamento di un settore, fintanto che le aspettative si scontrano…

La “Transizione ecologica”: un progetto politico, economico, sociale e spirituale
Salutati / 16 Aprile 2021

La “Transizione ecologica”: un progetto politico, economico, sociale e spirituale In occasione della costituzione del nuovo governo guidato da Mario Draghi si è molto parlato di “Transizione ecologica”. In realtà dell’argomento ne parla da più di 10 anni Gaël Giraud, almeno da quando nel 2012 pubblicò a Parigi il suo “Illusion financière. Des subprimes à la transition écologique”, edito in Italia nel 2015 col titolo “Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia” (EMI 2015). Padre Giraud è dal 2004 gesuita, ma è anche un economista di primo piano: chief economist dell’Agence Francaise de Développement; direttore di ricerche del Centre National de la Recherche Scientifique; membro del Centro di Economia della Sorbona-Laboratorio d’Eccellenza di Regolazione Finanziaria e della Scuola di Economia di Parigi. Attualmente è Research Professor & Director of the Georgetown Environmental Justice Program, alla Georgetown University di Washington dei Gesuiti. Il libro di Giraud prende le mosse dall’“infarto finanziario” del 2008 che ha generato una grave crisi finanziaria, rapidamente trasformatasi in recessione economica e poi in disoccupazione, scaricando su lavoratori e famiglie i costi maggiori. Il lavoro di Giraud ha vari meriti. Tra questi quello di rendere comprensibili gli aspetti più complessi dell’opaco mondo della finanza…

I grandi operatori finanziari e la manipolazione dei mercati
Salutati / 8 Gennaio 2021

Lo scorso 29 settembre è apparsa sui giornali italiani una notizia rimasta un po’ sotto traccia, che informava sul fatto che la JP Morgan Chase (JPM), la più grande banca americana, dovrà pagare una multa per protratte operazioni di manipolazione del mercato, di 920,2 milioni di dollari, la più elevata mai comminata dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’agenzia del governo statunitense che si occupa della regolamentazione dei “future” e di altri derivati finanziari contrattati sui mercati delle “commodity” (materie prime e prodotti alimentari). Secondo il dispositivo della CFTC, dal 2008 al 2016 la JPM ha tenuto una «condotta manipolatrice e ingannevole». In pratica il comportamento accertato della JPM consisteva nell’emettere i cosiddetti “spoof order”, ovvero ordini di acquisto che fin dall’emissione JPM sapeva di ritirare ad un determinato momento, ma che creano nel frattempo un “effetto onda” capace di stravolgere il normale andamento della domanda e dell’offerta e di indurre altri investitori a intraprendere azioni finanziarie basate su valutazioni e attese falsate. In seguito, un momento prima di ritirare gli ordini, JPM emetteva un ordine vero, il “genuine order”, con il quale, invece, vendeva il “future” il cui valore a quel punto era salito. Nell’ordinanza della CFTC si legge…

La struttura economico-finanziaria globale dopo il Covid-19
Salutati / 16 Ottobre 2020

Lo scorso 6 luglio 2020, 120 Vescovi di tutto il mondo hanno sottoscritto un appello del CIDSE (Coopération Internationale pour le Développement et la Solidarité), che è l’organizzazione fondata nel 1967 per coordinare l’impegno verso alcuni traguardi indicati dal Concilio Vaticano II come importanti per promuovere la pace nel mondo, tra cui prendersi cura dei poveri e degli oppressi e promuovere la giustizia a livello planetario. A questo fine il CIDSE è una struttura che raggruppa e coordina le agenzie cattoliche per la promozione dello sviluppo e della solidarietà dell’Europa e del Nord America. L’appello richiama l’urgente necessità di una due diligence ovvero di un’attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni per individuare le criticità connesse alla catena di approvvigionamento globale (supply chain) che, collegando le fabbriche di tutto il mondo, supera i confini nazionali. Il fine di tale investigazione è quello di predisporre adeguati strumenti di tutela per evitare gli abusi, garantire la solidarietà globale e il rispetto dei diritti umani. Infatti, sempre più spesso, vi sono imprese “irresponsabili” che con la loro attività si rendono complici di situazioni di ingiustizia, di violazione dei diritti umani e di sfruttamento di lavoratori dal cui lavoro, tuttavia,…

L’economia in tempo di coronavirus…. e le macchie solari
Salutati / 7 Luglio 2020

Tra le conseguenze generate dal manifestarsi del coronavirus, vi è la forte crisi economica che sta mettendo in grande difficoltà gran parte di popolazione e di imprese in tutto il mondo. Tuttavia, in tale contingenza, vi è anche chi ha non poco guadagnato, in particolare nel mondo della finanza. Sembra uno scherzo, ma questo dipende dalle “macchie solari”. Per spiegarci, supponiamo di essere un trader e che una sera il TG delle 20, con grande serietà, lanci la seguente notizia: «Il momento è grave. Domani mattina l’euro crollerà. L’Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma questo pomeriggio ha infatti rilevato delle macchie sulla superficie del sole». Effettivamente, sulla superficie del sole ci sono delle macchie dovute a differenze di temperatura. Il trader sa molto bene che quel fenomeno non ha alcun nesso di causalità con il corso dell’euro… ma il TG delle 20 è seguito da milioni di telespettatori, compreso un alto numero di investitori, per cui all’indomani saranno in molti a vendere euro. Pur essendo, dunque, un trader ben formato, che sa che quella notizia è del tutto insensata, fin dal primo mattino andrà a vendere gli euro del portafoglio dei suoi clienti, perché sa che tutti venderanno e il…

Quando l’economia diventa profezia
Salutati / 21 Aprile 2020

      In questi giorni difficili di pandemia, di crisi economica, di radicali cambiamenti del nostro modo di vivere e lavorare, di dati allarmanti sulla recessione globale (Standard&Poor’s, Morgan Stanley), potrebbe essere grandemente utile rileggere Keynes. Non perché non ci siano autorevoli voci contemporanee che da tempo insistono sulla necessità di legare sviluppo economico e migliori equilibri sociali (Sen, Nussbaum, Stiglitz, Krugman, Fitoussi, Judt, Collier), ma per andare alla radice del miglior pensiero economico che ha guidato una delle più brillanti ed equilibrate stagioni di crescita economica e sociale, nel Novecento. Un suo saggio del 1926, La fine del Laissez Faire, indicava con straordinaria chiarezza la strada che avrebbe portato al Welfare State, alla forte ondata di investimenti pubblici nell’economia europea (con i fondi Usa del Piano Marshall) per fare ripartire l’Europa e dunque anche gli Usa creditori dopo i disastri della Seconda Guerra Mondiale, le strategie macro-economiche verso il Mercato Comune Europeo e i provvedimenti per migliorare salari, diritti dei lavoratori, sicurezza, consumi, qualità della vita e del lavoro. Un pensiero liberale e democratico, una economia mista, una costante ricerca di equilibrio tra intervento pubblico nell’economia, mercato, dinamismo dell’intraprendenza privata. Keynes ragiona in modo realistico e scientifico sulle…

Il dovere di disciplina nell’imporre le tasse (Costituzione Italiana, art. 54, co. 2)
Salutati / 10 Gennaio 2020

  Il tema dell’imposizione fiscale è pressoché sempre trattato concentrando l’attenzione sull’importante dovere del cittadino di pagare le tasse, ma raramente ci si sofferma sull’altrettanto fondamentale dovere di buona amministrazione delle risorse da parte del politico. Nell’ambito della Dottrina Sociale della Chiesa, considerando insufficiente la teoria liberale del diritto di imposizione fiscale come derivante dalla sovranità dello Stato, si considera il tributo espressione del vincolo che lega il cittadino allo Stato, nonché dell’identità di interessi di contribuente e Stato nel perseguire il bene comune. Non a caso l’art. 53 della Costituzione Italiana non statuisce, come altre Costituzioni, che si è “tenuti a pagare le imposte”, ma che «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche», nella consapevolezza che, in un ordinamento fiscale di massa, solo la collaborazione tra la parte pubblica e quella privata può conseguire risultati efficaci in ordine al bene comune (G. Marongiu). Proprio nell’ottica della collaborazione e nell’orizzonte del bene comune S. Tommaso, nel commentare la Lettera ai Romani (13,6), insegna che un’imposta non prelevata per fini di stretta utilità pubblica è ingiusta e non obbliga e che il Sovrano può peccare in due casi. Il primo si verifica quando il Sovrano non cura gli interessi del…

Bene comune: un principio da ricollocare al centro della vita politica
Salutati / 13 Dicembre 2019

Può essere utile, se non necessario, riflettere sull’importanza del bene comune come fine della politica, in particolare alla luce di quanto sta avvenendo in varie parti del mondo dove, per ricordare solo i fatti più recenti, un aumento del prezzo del biglietto della metro (Cile), l’applicazione di una tassa su chiamate via WhatsApp (Libano), la revoca dei sussidi per il carburante (Ecuador), ha scatenato una protesta popolare, esplosa a causa della disperazione che nasce dalla povertà e da situazioni di forte disparità di reddito tra la parte di popolazione più povera (la stragrande maggioranza) ed una minoranza ricchissima, costringendo la politica a recedere dai provvedimenti intrapresi e a rendersi conto che può essere pericoloso e dannoso per tutti sottovalutare le istanze della popolazione. Il bene comune è un concetto che ha trovato accoglienza soprattutto nella riflessione cattolica, ma che nasce da molto lontano. Ne parla Aristotele, che considera “beni” i fini che l’uomo persegue nel suo agire, tra i quali il fine più alto è la costruzione della polis, la città, e dunque, il bene comune. In tutto il mondo greco avere a cuore la vita della cosa pubblica era di primaria importanza, tanto che chi non se ne interessava…