Il paradosso della sofferenza
Witaszek / 30 Aprile 2021

Questa situazione di pandemia è diventata ormai una realtà concreta per tutti noi, che ci ritroviamo fragili e talvolta disorientati. In questi giorni, l’uomo ha più che mai bisogno dei valori fondanti della nostra religione: fedeltà a Dio, amore per i fratelli, altruismo, impegno per il bene comune, solidarietà con i più bisognosi, misericordia per tutti. Il virus ci ha colti alla sprovvista, ci ha confinati all’interno delle nostre case, ma ci ha fatto anche comprendere, anzi direi toccare con mano, che siamo tutti parte dell’unica famiglia umana. Questo messaggio conserva in pieno la sua validità non soltanto per i credenti, bensì per tutti gli uomini di buona volontà. Oggi siamo tutti chiamati a remare insieme, a confortarci e a sostenerci vicendevolmente. Anche il mondo sapienziale biblico, rappresentato dal libro di Giobbe, si interrogava sul significato della sofferenza dell’uomo chiamato Giobbe. Tutti noi ci sentiamo un po’ come Giobbe, soprattutto in questo tempo di pandemia. Il libro di Giobbe è una riflessione sul mistero della sofferenza che colpisce l’innocente. Ivi la risposta degli amici di Giobbe, che vorrebbero consolarlo spingendolo a riconoscere una colpa in realtà inesistente, non regge. Giobbe non ottiene spiegazione alcuna sul mistero del dolore, sul perché…

L’esperienza della sofferenza
Witaszek / 5 Marzo 2021

Ciò che sta accadendo ai nostri giorni, mi riferisco alla pandemia del Covid-19, ci porta a ridare maggiore spazio a un aspetto della ricerca teologica biblica che in realtà non è mai venuto meno, ma che oggi forse viviamo con una consapevolezza rinnovata, soprattutto per le condizioni in cui ci troviamo. Nei momenti più bui della storia, nelle guerre, nelle carestie, nelle epidemie come in tutte le altre tribolazioni, l’uomo rivela la sua vera natura, di figlio della luce o di figlio delle tenebre, che gli consente di accettare il senso del suo limite con piena fiducia anzi con intrepido coraggio invece con rabbiosa disperazione. Chi accetta di vivere l’avventura umana nella fede dei figli di Dio lo avrà sempre al suo fianco. La Bibbia non è un trattato di filosofia e nemmeno di teologia, nel senso che normalmente attribuiamo a queste discipline. La Bibbia ci presenta un’esperienza in cui l’uomo ha quasi sempre un nome, si chiama Abramo, Giacobbe, Mosè, Giobbe, l’intero popolo d’Israele: uomini veri, concreti, visti e seguiti nelle loro vicende, nelle loro esperienze di vita. Quando l’autore biblico si pone degli interrogativi, alla maniera dei filosofi, e si chiede per esempio perché esiste la sofferenza nel…

Imparare a pensare e a vivere in modo nuovo
Witaszek / 26 Novembre 2020

In questi giorni abbiamo imparato che tutti noi abbiamo una responsabilità sociale, per cui abbiamo accettato di restar barricati in casa al fine di non contagiarci reciprocamente; questa stessa responsabilità dovrebbe costituire d’ora in poi il fondamento del nostro vivere in comunità, non soltanto nei momenti di emergenza. Infatti, ci troviamo dinanzi a una situazione completamente nuova e inattesa che ci costringe a maturare e a modificare il nostro modo di pensare, ad assumere atteggiamenti diversi, a cercare nuove vie per servire il popolo di Dio. Dio, che è il Signore della storia, parla nella storia e ci chiede di accogliere con fiducia la sua volontà, che si manifesta anzitutto nel ricorrere degli eventi, ma passa anche attraverso la legge positiva promulgata dalle Autorità civili. Anche Gesù ha obbedito al progetto del Padre, sottomettendosi nel quotidiano alla legittima Autorità del suo popolo ed anche a quella, considerata illegittima, dell’Impero di Roma. Oggi più che mai dobbiamo proclamare con forza, ad alta voce, che Dio non rinuncia al suo intento di rendere nuove tutte le cose; in questo momento di dolore, ciò avviene mediante una rigenerazione che non deve mai perdere di vista il mistero della Pasqua. Nel momento in cui…

Le domande di Dio …
Witaszek / 12 Giugno 2020

  Noi siamo soliti porre a Dio delle domande e desideriamo che egli ci risponda con precisione e chiarezza. Oggi è lui che, attraverso gli avvenimenti, ci interroga in modo rigoroso, anzi drammatico. Quelle di Dio sono domande che ci raggiungono in modo immediato, diretto, attraverso la netta percezione del pericolo che ci sovrasta e la paura che sottilmente si insinua dentro di noi e può sfociare nell’ansia, addirittura nel panico, nelle persone fragili, in un’altalena di sentimenti e di emozioni a cui è difficile dare voce. È la paura di ammalarci e di non trovare aiuto, di venir confinati in una terapia intensiva dove la morte orrida è sempre in agguato. Proprio perché siamo cresciuti in una società che ha ostracizzato la sofferenza e la morte, ci troviamo ora smarriti, inermi di fronte alla nostra fragilità, soli e con un doloroso senso di impotenza, protagonisti involontari di un dramma che non avremmo mai voluto interpretare. La tracotante baldanza della propria invincibilità e la fiducia illimitata nel potere della scienza si sono dissolti come neve al sole; il senso di caducità della nostra esistenza ha ripreso il sopravvento. Ed il senso di impotenza rischia di sfociare ora in rabbia ora…

I. L’esperienza del silenzio di Dio
Witaszek / 5 Giugno 2020

Il 27 marzo, i cristiani hanno pregato con Papa Francesco per chiedere la fine di questa epidemia che continua. Colpisce sempre il silenzio dell’uomo, ma colpisce molto di più il silenzio di Dio; il primo può essere un atteggiamento problematico, l’altro resta sempre un mistero. Se Dio tace, significa che dobbiamo riflettere su ciò che ha detto in precedenza. Dio non tace per sempre, ma agisce in modo corretto; nella storia del popolo eletto, ha osservato il silenzio per alcuni periodi, che hanno un significato ora pazienza ora di rimprovero. Dopo la morte di Giosia (638-609 a. C.), il pio re di Giuda, i nuovi governanti si dimostrarono indegni di questa chiamata, e portarono il popolo fuori strada. La richiesta di pentimento e di riforma venne trascurata dalla maggior parte degli abitanti del paese. La situazione di crisi richiese uno sforzo di vasta portata. Geremia (626-587 a. C.), che esercitò in quel periodo il suo ministero profetico, sotto la guida di Dio, ricordò al popolo eletto la sua storia, a partire dalla liberazione dalla schiavitù d’Egitto e dall’alleanza che Dio aveva stretto con gli israeliti: “(…) Ascoltate la mia voce! Allora io sarò il vostro Dio, e voi sarete il…

Decalogo: la verità creaturale dei propri limiti
Witaszek / 19 Aprile 2019

Decalogo: la verità creaturale dei propri limiti Il momento cruciale dell’inizio della storia d’Israele è costituito dalla sua liberazione dalla schiavitù dell’Egitto: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù» (Es 20, 2). Con queste parole si manifesta Dio, intervenendo a favore del suo popolo. Liberando il popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto, YHWH si è legato a un impegno salvifico e il popolo ha reagito con le dieci grandi risposte del Decalogo. Quanti sono stati liberati, sono chiamati a vivere insieme, in libertà, davanti a Dio. Le condizioni per permanere nello stato di libertà sono la fedeltà a Dio come unico Signore e la solidarietà con gli altri membri dell’alleanza in un rapporto di amore reciproco. La risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio si esprime mediante il comportamento retto, in una logica di fede. I comandamenti del Decalogo non cancellano la nostra libertà, anzi la esaltano, ponendola al centro delle decisioni personali. A uno sguardo superficiale, i precetti potrebbero apparire come dei divieti che limitano la nostra libertà. In realtà non è così: avvertire infatti che una strada non è da prendere, lascia tutta la libertà di scegliere molte alternative a…