Le domande di Dio …
Witaszek / 12 Giugno 2020

  Noi siamo soliti porre a Dio delle domande e desideriamo che egli ci risponda con precisione e chiarezza. Oggi è lui che, attraverso gli avvenimenti, ci interroga in modo rigoroso, anzi drammatico. Quelle di Dio sono domande che ci raggiungono in modo immediato, diretto, attraverso la netta percezione del pericolo che ci sovrasta e la paura che sottilmente si insinua dentro di noi e può sfociare nell’ansia, addirittura nel panico, nelle persone fragili, in un’altalena di sentimenti e di emozioni a cui è difficile dare voce. È la paura di ammalarci e di non trovare aiuto, di venir confinati in una terapia intensiva dove la morte orrida è sempre in agguato. Proprio perché siamo cresciuti in una società che ha ostracizzato la sofferenza e la morte, ci troviamo ora smarriti, inermi di fronte alla nostra fragilità, soli e con un doloroso senso di impotenza, protagonisti involontari di un dramma che non avremmo mai voluto interpretare. La tracotante baldanza della propria invincibilità e la fiducia illimitata nel potere della scienza si sono dissolti come neve al sole; il senso di caducità della nostra esistenza ha ripreso il sopravvento. Ed il senso di impotenza rischia di sfociare ora in rabbia ora…

I. L’esperienza del silenzio di Dio
Witaszek / 5 Giugno 2020

Il 27 marzo, i cristiani hanno pregato con Papa Francesco per chiedere la fine di questa epidemia che continua. Colpisce sempre il silenzio dell’uomo, ma colpisce molto di più il silenzio di Dio; il primo può essere un atteggiamento problematico, l’altro resta sempre un mistero. Se Dio tace, significa che dobbiamo riflettere su ciò che ha detto in precedenza. Dio non tace per sempre, ma agisce in modo corretto; nella storia del popolo eletto, ha osservato il silenzio per alcuni periodi, che hanno un significato ora pazienza ora di rimprovero. Dopo la morte di Giosia (638-609 a. C.), il pio re di Giuda, i nuovi governanti si dimostrarono indegni di questa chiamata, e portarono il popolo fuori strada. La richiesta di pentimento e di riforma venne trascurata dalla maggior parte degli abitanti del paese. La situazione di crisi richiese uno sforzo di vasta portata. Geremia (626-587 a. C.), che esercitò in quel periodo il suo ministero profetico, sotto la guida di Dio, ricordò al popolo eletto la sua storia, a partire dalla liberazione dalla schiavitù d’Egitto e dall’alleanza che Dio aveva stretto con gli israeliti: “(…) Ascoltate la mia voce! Allora io sarò il vostro Dio, e voi sarete il…

Decalogo: la verità creaturale dei propri limiti
Witaszek / 19 Aprile 2019

Decalogo: la verità creaturale dei propri limiti Il momento cruciale dell’inizio della storia d’Israele è costituito dalla sua liberazione dalla schiavitù dell’Egitto: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù» (Es 20, 2). Con queste parole si manifesta Dio, intervenendo a favore del suo popolo. Liberando il popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto, YHWH si è legato a un impegno salvifico e il popolo ha reagito con le dieci grandi risposte del Decalogo. Quanti sono stati liberati, sono chiamati a vivere insieme, in libertà, davanti a Dio. Le condizioni per permanere nello stato di libertà sono la fedeltà a Dio come unico Signore e la solidarietà con gli altri membri dell’alleanza in un rapporto di amore reciproco. La risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio si esprime mediante il comportamento retto, in una logica di fede. I comandamenti del Decalogo non cancellano la nostra libertà, anzi la esaltano, ponendola al centro delle decisioni personali. A uno sguardo superficiale, i precetti potrebbero apparire come dei divieti che limitano la nostra libertà. In realtà non è così: avvertire infatti che una strada non è da prendere, lascia tutta la libertà di scegliere molte alternative a…