La Bioetica nei Paesi in via di sviluppo di Giovanni Del Missier

La Bioetica nei Paesi in via di sviluppo

di Giovanni Del Missier

La prospettiva dalla quale si guarda alla bioetica e la si elabora nei Paesi in via di sviluppo, mette seriamente in questione alcuni presupposti scontati della sua impostazione canonica nel Nord del mondo, puntando a ridefinirne l’agenda quanto a tematiche e a priorità.

È quanto di più significativo è emerso dall’incontro-dibattito Pensare e proporre la Bioetica. Prospettive da paesi in sviluppo, che si è tenuto lunedì 13 maggio 2019 nell’aula magna dell’Accademia Alfonsiana (Roma) a cura del visiting professor Marcio Fabri dos Anjos, redentorista, docente di Teologia morale presso l’ISPES-Instituto São Paulo de Estudos Superiores (S. Paolo, Brasile) e membro di diverse istituzioni correlate alla pratica della bioetica.

L’esperienza del contatto con la realtà dei poveri come pazienti e soggetti della bioetica chiede un ripensamento profondo della riduzione della bioetica alla clinica (come erede della lunga tradizione dell’etica medica) e della sua focalizzazione sui problemi di frontiera, le questioni emergenti che rischiano di oscurare i problemi persistenti che spesso riguardano le più elementari tematiche della giustizia sociale. I poveri impongono un allargamento dello sguardo alle cause sociali delle gravi sperequazioni che segnano le problematiche della salute pubblica, dell’accesso ai servizi sanitari e della loro qualità. Si richiede alla bioetica una minore astrazione idealizzante, in favore di una sua elaborazione contestuale capace di generare una coscienza critica nei confronti delle ingiustizie strutturali e sistemiche, mettendo sotto i riflettori i rapporti del sapere-potere con la fragilità umana. Questo potrebbe risultare un antidoto efficace contro la riduzione della bioetica a mera biogiuridica, alla diffusa applicazione del doppio standard nella ricerca clinica (ingiustizia nell’impostazione dei trial su popolazioni naïve), alla colpevolizzazione dei poveri in ordine alle malattie che li affliggono…

È chiaro che una simile impostazione dilata gli orizzonti della riflessione etica intorno ai temi della vita e dell’impiego delle tecnologie: come ha indicato papa Francesco nell’enciclica Laudato sì’ la questione non è solo settoriale e specialistica, ma socio-culturale e antropologica. Il nucleo centrale su cui riflettere è, dunque, il potere (su economia-finanza, conoscenza, informazione, big data) i suoi detentori, più o meno occulti, e i controlli che possono essere esercitati su di esso per proteggere i soggetti più vulnerabili e le libertà. In tal senso, il riferimento all’autonomia, come principio guida della bioetica occidentale, deve essere rimodulato a partire da una nuova consapevolezza dell’interdipendenza umana (principio di vulnerabilità) e del carattere evolutivo, condizionato e situato di ogni esistenza concreta (principio di socialità/solidarietà).

Infine, è stata evidenziata una questione di metodo che caratterizza la presenza dei credenti nella società post-secolare pluralista: l’impostazione “religiosa” anche in campo bioetico viene sfidata a un confronto con la laicità che impone l’uso di discorsi comprensibili e di argomentazioni non dogmatiche. Ciò implica un ripensamento radicale dei linguaggi e delle ragioni con cui difendere le posizioni che l’esperienza cristiana suggerisce e sostiene, al fine di offrirle in termini persuasivi e condivisibili. È chiaro che il contesto in cui ciò si rende possibile è quello del dialogo autentico, del credito di fiducia ad altri uomini e donne che, pur non cristiani, condividono preoccupazioni etiche autentiche e una ricca sensibilità umana. Un dialogo con il mondo, nel mondo e per il mondo.

E a ben vedere, si tratterebbe di un ritorno alle fonti della disciplina, al suo carattere integrale e globale, così come era stata pensata dai pionieri: A. Leopold, F. Jahr, V.R. Potter. Una bioetica preoccupata della sopravvivenza e del benessere di tutta la biosfera, attenta anche alle generazioni future e alla vita non umana, senza dimenticare il prossimo concreto. A partire dal rifiuto di ogni forma di violenza e nel riconoscimento della comune fragilità che deve renderci solleciti alle necessità dell’altro, vicino e bisognoso, sarà possibile che tutti abbiano vita dignitosa e  in abbondante, secondo «il sogno di Dio».

(Fonte www.settimananews.it)

Amoris laetitia: la versione in lingua polacca del volume curato dall’Accademia Alfonsiana

 

Amoris laetitia: la versione in lingua polacca del volume curato dall’Accademia Alfonsiana

a cura di Krzysztof Bielinski
professore dell’Accademia Alfonsiana

I redentoristi polacchi hanno tradotto e pubblicato, con la loro casa editrice Homo Dei, il libro Amoris laetitia, Il Vangelo dell’Amore: un cammino da intraprenderecurato dai professori dell’Accademia Alfonsiana di Roma quale frutto di un seminario interdisciplinare svoltosi nell’Anno Accademico 2017-2018.

Nell’introduzione all’edizione polacca vi si legge «Al centro di Amoris laetitia si trova l’esperienza concreta dell’amore vissuto quotidianamente nelle famiglie. In questa esortazione, molto ricca in contenuti, si tratta di rafforzare il vincolo matrimoniale degli sposi e di agevolarli nel loro cammino della via della tenerezza, fino alla fine, senza lasciarsi scoraggiare».

La pubblicazione offre sguardi interessanti, competenti e differenziati sull’Esortazione post-sinodale, prospettive unite da un comune denominatore, quello del principio della “benignità pastorale” di sant’Alfonso, basato sulla sensibilità morale permeata dallo spirito di misericordia. Inoltre, il volume gode di un vantaggioso elemento di freschezza, visibile nell’approccio e nel metodo, ispirati agli insegnamenti di papa Francesco e dei due sinodi dedicati alla famiglia negli anni 2014 e 2015.

 

(Fonte Studia Moralia: www.studiamoralia.org)

Uomini e animali – M. Faggioni – A. M. Giorgi

Uomini e animali
Per un’etica della relazione e dei destini comuni

 

Descrizione

Il volume affronta, dal punto di vista biblico ed etico, alcune questioni fondamentali sul rapporto tra uomini e animali. La prima parte prende in esame i racconti di origine e introduce riflessioni sul compito dell’uomo verso il creato, sul rapporto fra umanità e animalità e sui principi di un’etica ambientale cristiana. La seconda parte affronta la tutela della vita nella Bibbia, la presenza degli animali nella Scrittura e le questioni riguardanti l’etica animalista e l’uso degli animali a servizio dell’uomo. La terza parte, infine, si proietta all’eschaton e orchestra da diversi punti di vista l’idea che l’uomo porterà con sé nel Regno gli animali e l’intera natura creata.

Sommario

Introduzione.  I. La comunità del sesto giorno: uomo e animali nei racconti degli inizi.  II. Luci e ombre di una signoria.  III. Uomini e animali una difficile convivenza.  IV. Animali: compagni o schiavi?  V. Uomini e animali nella Bibbia.  V. «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».  Preghiere.  Approfondimenti bibliografici su cristianesimo e animali.

Note sull’autore

Maurizio Pietro Faggioni, ordinario di Bioetica all’Accademia Alfonsiana di Roma e professore invitato alla Pontificia Università Antonianum e alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, è consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per le cause dei santi. Consigliere del Tribunale della Penitenzieria Apostolica, è membro corrispondente della Pontificia Academia pro Vita. Membro del comitato scientifico della rivista Medicina e Morale, per EDB ha pubblicato La Maschera e il volto. Usi e abusi della chirurgia estetica (2017), Sessualità matrimonio famiglia (Nuova edizione 2017), La vita nelle nostre mani. Manuale di bioetica teologica (2016) e Bioetica e infanzia. Dalla teoria alla prassi (con Maria Luisa Di Pietro, 2014).

Anna Maria Giorgi è docente emerita di Sacra Scrittura all’Istituto superiore di scienze religiose «Santa Caterina» di Siena e nelle scuole di formazione teologica delle diocesi di Grosseto e di Massa Marittima-Piombino. In quest’ultima dirige l’Ufficio catechistico ed è responsabile della redazione diocesana del settimanale Toscana Oggi.

Desiderio e sequela – S. Zamboni

Desiderio e sequela
Breve introduzione alla vita morale

Descrizione

Quando si parla di vita morale si pensa in genere a qualcosa di piuttosto noioso che richiede di conformarsi a precetti astratti e poco comprensibili. Per un cristiano, invece, la vita morale dovrebbe essere intesa come un’avventura avvincente in cui si mette in gioco il senso della propria vita e della testimonianza a Dio. La vita morale è insieme desiderio di pienezza e obbedienza a una chiamata, è compimento della libertà e cammino al seguito di Cristo.
Questo libro prende le mosse dalla domanda del giovane ricco che chiede a Gesù che cosa si deve fare per avere la vita eterna. È la domanda di ogni uomo, è la domanda morale fondamentale. Gesù risponde chiamando in causa prima i comandamenti e poi l’invito a seguirlo. Dall’analisi del senso della legge si passa quindi alla relazione essenziale dell’uomo con Cristo e all’invito a realizzare il bene nella nostra vita. Quando non lo realizziamo ci allontaniamo da Dio e siamo invitati a ritornare alla casa paterna. Questa casa è il luogo in cui si sperimenta la vera libertà, la vita da figli, caratterizzata da fede, speranza e carità.

Sommario

Introduzione.  1. Che cosa devo fare per avere la vita?  2. La legge per la vita.  3. Essere e agire in Cristo.  4. La coscienza e il bene.  5. Ritornare alla casa paterna.  6. Vivere da figli.  Per approfondire.

Note sull’autore

Stefano Zamboni, sacerdote dehoniano, è docente di Teologia morale all’Accademia Alfonsiana e alla Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma. Tra le sue pubblicazioni: «Chiamati a seguire l’Agnello». Il martirio, compimento della vita morale(EDB 2007); Libertà. Provocazioni bibliche (Paoline 2009); Ritrovarsi donandosi. Alcune idee chiave della teologia di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI (con R. Tremblay, Lateran University Press 2012) e Teologia dell’amicizia (EDB 2015).