In arrivo un nuovo volume sulla riconciliazione curato dai Docenti dell’Accademia Alfonsiana

Oggi il sacramento della riconciliazione è in crisi e la poca affezione al confessionale vale sia per il confessore che per il penitente. Una crisi da rintracciare in molteplici fattori: la parola peccato che a molte persone non dice più nulla, l’aver caricato di significato negativo la celebrazione di questo sacramento, il rischio che il sacerdote si impadronisca del sacramento impedendo che la grazia di Dio agisca nei cuori. Ecco un testo in cui, i docenti dell’Accademia Alfonsiana, in modo interdisciplinare e transdisciplinare riflettono sulla prassi di questo sacramento. Infatti, a partire da un quadro d’insieme biblico, storico e dommatico, e guidati dalle indicazione dall’Esortazione apostolica Veritatis Gadium, gli autori riflettono su possibili vie pastorali, per la chiesa in uscita, atte a rispondere alle difficoltà che il sacramento della riconciliazione incontra nel nostro contesto e come questo sacramento può essere vissuto nella prassi pastorale in prospettiva pasquale e allo stesso tempo inserendolo nella diaconia sacerdotale alla formazione delle coscienze dei fedeli per una loro piena maturità in Cristo.

 

A.V. Amarante – F. Sacco (edd.)
Riconciliazione sacramentale. Morale e prassi pastorale
Messaggero, Padova 2019

 

Curatori del volume

A.V. Amarante, C.Ss.R

sacerdote, teologo e docente di teologia morale. Nel 2002 ha conseguito il dottorato presso la Pontificia Università Gregoriana. Ha insegnato presso la Pontificia Università Urbaniana e la Facoltà teologica dell’Italia Merdionale sezione “san Luigi”. Docente ordinario presso l’Accademia Alfonsiana e docente incaricato presso la Pontificia Università Lateranense. È membro del Consiglio di presidenza dell’Associazione dei professori di storia della chiesa in Italia, consultore presso la Congregazione dei santi dal 2010. Dal 2018 è Preside dell’Accademia Alfonsiana, Istituto Superiore di teologia Morale della Pontificia Università Lateranense, a Roma.

Filomena Sacco

docente di teologia morale. Nel 2008 ha conseguito il baccellierato in teologia presso la Facoltà teologica dell’Italia Meridionale sezione “San Tommaso” e nel 2014 il dottorato in teologia morale presso l’Accademia Alfonsiana di Roma. Docente invitato presso la stessa Accademia Alfonsiana e docente incaricato presso l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni.

(Fonte Studia Moralia: www.studiamoralia.org)

 

Dopo il 24 maggio è possibile acquistare il volume presso la segreteria dell’economato dell’Accademia Alfonsiana


Proposta formativa 2019-2021

Proposta formativa 2019-2021

Ecco la proposta formativa dell’Accademia Alfonsiana, nell’anno in cui ricorre il suo anniversario di fondazione. 70 anni di una teologia morale che coniuga le esigenze della ricerca scientifica con il costante ascolto della Parola di Dio.

Il programma di studi che l’Accademia Alfonsiana offre,  lega l’ascolto misericordioso della fragilità, con la tensione missionaria, che oltre a preoccuparsi della correttezza delle affermazioni morali sa interrogarsi sul loro effettivo significato per il mondo di oggi.

We introduce our two year academic programs,on the Platinum Jubilee of the Alphonsian Academy.

The objective of the Alphonsian Academy is twofold: On the one hand, it is the merciful listening to the fragility and suffering, in order to present the moral truth as a healing balm. While on the other hand, it is the missionary tension, in order to investigate the correctness of the moral claims, and question their actual significance for the world today.

Enviamos la propuesta formativa de la Academia Alfonsiana, en el año en que se cumple el 70 aniversario de su fundación.

El programa de estudios que la Academia Alfonsiana ofrece a sus estudiantes une dos instancias. Por un lado, la escucha misericordiosa de la fragilidad, que hace que la verdad moral sea la medicina que quiere sanar. Por otro lado, la tensión misionera, que además de preocuparse por la exactitud de las afirmaciones morales, sabe cómo cuestionar su significado real para el mundo de hoy.

 

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La maschera e il volto. Usi e abusi della medicina estetica

Maurizio Faggioni

Chirurgia estetica sì. Chirurgia estetica no. A cadenze regolari i social network sono invasi dal dilemma, di solito partendo dal confronto del “prima” e del “dopo chirurgia” di celebri volti e corpi dello spettacolo: a volte non tutto va bene e si registrano risultati disastrosi o pesanti effetti collaterali; a volte un volto esce dalle mani del chirurgo plastico molto rinnovato, così rinnovato che si stenta a riconoscere persino volti arcinoti, stirati e rimpolpati oltre misura. Donne, ma anche tanti uomini, persone mature, ma anche tanti giovani chiedono alla chirurgia plastica di correggere un profilo, di dare più personalità a un volto, di sottolineare questa o quella parte del corpo perché ritenuta inadeguata rispetto ai modelli correnti e, soprattutto, ai propri desideri. È intuitivo porre una ideale linea di confine fra gli interventi richiesti da malformazioni o incidenti che hanno alterato l’aspetto o la funzionalità di una parte del corpo, per esempio il naso o l’occhio o la bocca, e gli interventi che lavorano su un terreno di normalità e che, quindi non hanno una funzione strettamente terapeutica. Chi, infatti, può avere dubbi sulla bontà di un intervento che corregga una bocca così alterata nella sua anatomia da rendere difficile la masticazione o l’articolazione della parola? Ma, a ben guardare, il confine fra interventi ragionevoli e giustificabili e interventi discutibili è molto più sottile e delicato e la stessa distinzione fra terapia e non terapia può risultare meno chiara nei casi concreti…..(continua)