S.E.R. Mons. Darius Trijonis – Vescovo ausiliare di Vilnius, Lituania

Dopo la XV Assemblea Generale Ordinaria

del Sinodo dei Vescovi

Al Signore piacciono le sorprese. Per tutto l’anno ho sperimentato le sue sorprese. La prima sorpresa è stata la nomina a vescovo ausiliare a Vilnius in Lituania. In verità, non mi era sconosciuto il lavoro, perché lavorando nel segretariato della Conferenza episcopale lituana avevo già avuto la possibilità di conoscere da vicino le sottigliezze del ministero episcopale. Dopo la nomina a vescovo ausiliare sono stato nominato Presidente del Consiglio nazionale per la Pastorale della Gioventù. Così ho avuto un altro incarico quello di rappresentare la Conferenza episcopale lituana al Sinodo.

Un’altra sorpresa è stata, quando abbiamo appreso la notizia che il Santo Padre aveva espresso la volontà di fare un viaggio apostolico in Lituania. I primi mesi nel nuovo ministero sono passati così velocemente da non rendermi conto che per la prima volta potevo stringere la mano del Papa nella mia terra.

Due settimane, dopo la visita del Santo Padre in Lituania, ho avuto di nuovo la gioia di incontrare papa Francesco in Vaticano insieme a tutti i Padri Sinodali. Ma le sorprese non erano finite: il Santo Padre come segno di ringraziamento per l’accoglienza ricevuta nel suo viaggio nei nostri paesi, ha accolto nella sua residenza i vescovi dei paesi baltici, così ho potuto alloggiare a Santa Marta dove risiede lo stesso Papa. Questa sistemazione abitativa mi ha offerto la possibilità di vedere da vicino il Santo Padre nella sua quotidianità.

La sera del mio arrivo, all’improvviso è venuto a salutarci personalmente nel refettorio Ogni giorno abbiamo potuto incontrare il Santo Padre: mangiare insieme, parlare con lui mentre camminavamo insieme verso l’aula Paolo VI.

All’inizio tutto questo sembrava un sogno durato per l’intero mese. Ma le sorprese non erano ancora finite. Nell’aula del Sinodo avevo notato che ero il più giovane tra tutti i Padri Sinodali. Tutto era nuovo per me. Ma la cosa più importante è stata quella di vivere una sinodalità non soltanto nell’aula Paolo VI, ma anche a tavola, parlando insieme con i cardinali, vescovi e le altre persone che hanno partecipato ai lavori del Sinodo. Si è sentito forte il polso della Chiesa universale in ogni piccolo angolo del Vaticano. Questo per me è stato un dono di universalità e di accoglienza. A tavola insieme ai vescovi che avevano già partecipato ad altri sinodi, ci scambiavamo semplicemente qualche parola. Pur essendo vescovo da poco tempo non ho avvertito alcuna barriera.

Un’altra sorpresa molto bella è stata quella di incontrare tra i Padri Sinodali gli ex alluni della nostra Accademia. È stato bello ricordare con il Cardinale Sergio da Rocha di Brasile i giorni  trascorsi tra i banchi dell’Alfonsiana e i tanti professori che hanno curato la nostra formazione.

L’ultima sorpresa è stata quella nell’aula del Sinodo, quando ho notato che ero seduto alla destra di Cristo. Gli apostoli Giovanni e Giacomo avevano chiesto a Gesù di sedere uno alla sua destra e l’atro alla sua sinistra. Questo dono non lo chiederò perché già l’ho ottenuto dal segretariato del Sinodo. L’unica differenza che Cristo non era di Nazareth, ma della di Bulgaria, così si chiamava il vescovo della Bulgaria – Christo Proykov (Bulgarian: Христо Пройков). Chissà forse è l’unico vescovo al mondo che ha un così bel nome.

Ringrazio di cuore il al Signore per questi momenti belli di sinodalità nel nostro quotidiano e per le persone che lavorano assiduamente per la Chiesa Cattolica. Con gioia condivido con l’Accademia Alfonsiana questa mia esperienza.

 

+Darius Trijonis

Vescovo ausiliare di Vilnius, Lituania

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