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Ex studente nominato Vicario Apostolico di Camiri (Bolivia)

(Città del Vaticano, 22 febbraio 2019)

Il Santo Padre Francesco ha nominato Vicario Apostolico di Camiri (Bolivia) il Rev.do P. Jesús Galeote Tormo, O.F.M., finora Amministratore Apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” del medesimo Vicariato.

Rev.do P. Jesús Galeote Tormo, O.F.M.

Il Rev.do P. Jesús Galeote Tormo, O.F.M., è nato a Madrid, in Spagna, il 21 settembre 1951. Ha emesso la professione perpetua nell’Ordine Francescano il 30 marzo 1975. Ha studiato Filosofia a Toledo (Spagna) e Teologia presso la Pontificia Università di S. Tommaso d’Aquino (Angelicum). Ha poi ottenuto la Licenza in Teologia Morale presso l’Accademica Alfonsiana (1974-1976). Ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Salamanca, Spagna (1978-1984), con ulteriori studi di specializzazione (1990-1991). Ha frequentato alcuni corsi per il Dottorato in Missionologia presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma (1993-1994 e 2013-2014). È stato ordinato sacerdote il 5 settembre 1976.

Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: 1976-1986: Responsabile della Pastorale giovanile, docente di religione e Vicario parrocchiale, Ávila, Spagna; 1986-1993: Direttore dell’Ospedale San Antonio de Lomerío, Dipartimento di Santa Cruz; 1993-2006: Parroco di San Javier e Responsabile del Center Kolping San Javier per la Pastorale indigena, Arcidiocesi di Santa Cruz de la Sierra; 2006-2008: Servizio pastorale nella Diocesi di Chiang Mai, Thailandia, nella Parrocchia di Mae Chaem; 2008-2010: Servizio pastorale nella Parrocchia di “Chian Saen”, Provincia di Chiang Rai, lavorando con gruppi etnici e migranti, Thailandia; 2010-2015: Parroco della Parrocchia Nostra Signora del Rosario a Prachuap Khirikhan, e membro del gruppo di formazione dei Francescani, Thailandia; 2015-2017: Guardiano e Parroco del Convento-Parrocchia San Francisco de Asís, Direttore del Centro Ecclesiale di Documentazione in Tarija, Diocesi di Tarija, Bolivia; dal 2017: Amministratore Apostolico del Vicariato Apostolico di Camiri.

 

Ex Studente nominato successore dell’Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo)

S.E. Mons. Fridolin Ambongo Besungu, O.F.M. Cap.

S.E. Mons. Fridolin Ambongo Besungu, O.F.M. Cap.

(Città del Vaticano – 1 novembre 2018)

Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), presentata dall’Em.mo Card. Laurent Monsengwo Pasinya. Gli succede per coadiutoria S.E. Mons. Fridolin Ambongo Besungu, O.F.M. Cap.

S.E. Mons. Fridolin Ambongo Besungu, O.F.M. Cap., è nato il 24 gennaio 1960 a Boto, Diocesi di Molegbe. Dopo aver frequentato i corsi di Filosofia nel Seminario di Bwamanda e di Teologia presso l’Istituto Saint Eugène de Mazenod, ha emesso la prima professione nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini nel 1981 e quella perpetua nel 1987. È stato ordinato sacerdote il 14 agosto 1988. Ha conseguito la Laurea in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana.
Dopo l’ordinazione sacerdotale è stato parroco a Bobito (1988-1989), Professore presso l’Università Cattolica di Kinshasa; Superiore Maggiore, Vice-Provinciale dei Padri Cappuccini della Vice-Provincia nella Repubblica Democratica del Congo, Presidente Nazionale dell’Assemblea dei Superiori Maggiori (ASUMA) e della Circoscrizione dei Frati Minori Cappuccini in Africa (CONCAU).
Eletto Vescovo di Bokungu-Ikela, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 6 marzo 2005. È stato, inoltre, Amministratore Apostolico di Kole, Presidente della Commissione episcopale «Giustizia e Pace», e Amministratore Apostolico di Mbandaka-Bikoro, prima di essere nominato Arcivescovo della medesima Arcidiocesi il 12 novembre 2016. Dal giugno 2016 è Vice-Presidente della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO).

Ex studente nominato Ausiliare di Esztergom-Budapest (Ungheria)

(Città del Vaticano, 4 ottobre 2018)

gabor_mohos_youtubeIl Papa ha nominato Ausiliare dell’arcidiocesi di Esztergom-Budapest (Ungheria) il Rev.do Mons. Gábor Mohos, del clero della medesima circoscrizione ecclesiastica, finora Rettore del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese in Roma, assegnandogli la sede titolare vescovile di Iliturgi.

Il Rev.do Mons. Gábor Mohos è nato l’11 settembre 1973 a Budapest. Ha frequentato il Liceo dei Benedettini a Pannonhalma dove ha fatto l’esame di maturità. Dopo due anni di studi nel Seminario di Esztergom, ha continuato gli studi teologici alla Pontificia Università Lateranense, come alunno del Pontificio Seminario Romano. Dal 2000 al 2002 ha studiato Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana a Roma, ottenendo la Licenza.

È stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1999 a Esztergom.

Dopo l’ordinazione presbiterale ha ricoperto i seguenti uffici: Viceparroco nella parrocchia di Szentendre (1999-2000); Viceparroco nella parrocchia di Budapest-Erzsébetváros (2002-2003); Segretario dell’Arcivescovo e Cerimoniere arcivescovile (2003-2008); Segretario Generale della Conferenza Episcopale Ungherese (2008-2018); Parroco della parrocchia personale dei Carismatici nell’arcidiocesi di Esztergom-Budapest (2016-2018). Dal luglio 2018 è il Rettore del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese in Roma.

L’eredità morale alfonsiana e Papa Francesco, tavola rotonda a Madrid

 

 

(Madrid, Spagna) – Il 24 maggio ha avuto luogo una tavola rotonda  presso il ISCM dal titolo: “L’eredità morale alfonsiana e Papa Francesco”. Come è ben noto, il 9 febbraio, 2019, Papa Francesco ha ricevuto in udienza l’Accademia Alfonsiana a Roma per celebrare il 70 ° anniversario della sua fondazione (1949-2019). In questa occasione, il Pontefice ha tenuto un discorso commemorativo, riconoscendo e ringraziando questa istituzione redentorista per il suo compito ecclesiale nel campo della morale cristiana. Allo stesso tempo, la ha incoraggiata a svolgere con entusiasmo e “senza paura” l’aggiornamento della morale cristiana, di cui necessita la Chiesa e la nostra società.

Le parole del Papa Francesco hanno toccato tutti i Redentoristi, ed anche in particolare modo l’Istituto Superiore di Scienze Morali (ISCM sigla in spagnolo), più esplicitamente impegnato nel compito di approfondire, aggiornare e diffondere la morale, un compito che -sulla scia di S. Alfonso – ci è stato come area teologica specifica all’interno del panorama ecclesiale. Per questo  l’ISCM ha deciso di tenere questa tavola rotonda per riprendere l’evento e l’incarico di Papa Francesco per il futuro, nonché per fare vedere  il nostro lavoro all’interno del panorama attuale della morale cristiana nella Chiesa, nella Congregazione e in Spagna.

A questo scopo, la composizione della tavola rotonda e i contributi dei suoi relatori hanno spiegato e riflettuto su alcuni punti salienti del discorso del Papa, così come la figura di Papa Bergoglio, il significato di S. Alfonso nell’insegnamento pontificio, il panorama della scienza morale in America Latina, la storia e la prestanza dell’ISCM.

Durante e dopo l’evento, il numeroso pubblico che ha riempito la Sala Liguori ha risposto con ripetuti segnali di approvazione allo sviluppo dell’incontro. Ha funto da moderatore il direttore del ISCM, Prof. Miguel Rubio, che ha introdotto l’incontro ricordando l’evento e le ragioni che ci hanno convocati; dopo una breve rassegna dell’evoluzione dell’ISCM e delle sue attività, specialmente negli ultimi anni, ha dato la parola ai relatori.

Prof. Alberto de Mingo

Il Prof. Alberto de Mingo è stato il primo relatore, che, in qualità di professore simultaneo presso l’ISCM e l’Accademia Alfonsiana, è stato presente all’udienza. Sulla base della proiezione di una serie di foto ottenute durante l’incontro dell’Accademia Alfonsiana con il Papa, ci ha riassunto i vari momenti dell’udienza; ha evidenziato l’osservazione di un Papa vicino, che ha voluto salutare personalmente ciascuno dei membri del gruppo.

Prof. Francisco Moreno

Prende poi la parola il Prof. Francisco Moreno Rejon, uno studente del ISCM e dell’AA nei suoi anni della formazione e più tardi, docente e missionario per molti anni in Perù. Presenta un aspetto del Papa Francesco, considerando il suo “paesaggio” -le circostanze che caratterizzano la sua personalità da vescovo-cardinale e pontefice –  e facendo poi un lungo elenco delle “caratteristiche pastorali” di stampo alfonsiano; alla fine della sua presentazione, ha ripercorso il panorama della teologia morale degli ultimi anni nei diversi paesi dell’America Latina.

Prof. Marciano Vidal

Segue poi l’intervento del Prof. Marciano Vidal, per molti anni professore al ISCM e dell’AA, dove come allievo di P. Haring, ha conseguito il dottorato in uno dei periodi più fecondi dell’Accademia. Marciano traccia una dettagliata cornice di riflessione, che si sofferma su tre denominatori: il significato dell’incontro dell’AA con Papa Francesco e l’importanza del suo discorso; la presenza e l’assenza del pensiero alfonsiano nell’insegnamento dei Pontefici, prima e dopo il Concilio Vaticano II, nel campo più propriamente della nostra congregazione e nell’orizzonte più della Chiesa universale; un equilibrio finale ottimista e pieno di speranza, che mette in evidenza l’impulso coraggioso e fresco di Papa Francesco al compito di rinnovare la teologia morale in connessione con le  fonti cristiane e per uscire “senza paura” ad incontrare il mondo di oggi, in dialogo con culture e problemi attuali.

P. Provinciale, Francisco J. Caballero

Al culmine della Tavola rotonda, prende la parola il P. Provinciale, Francisco J. Caballero, con una precisa considerazione dei passi più significativi che hanno segnato la storia e l’evoluzione dell’ISCM. Dopo aver ricordato gli inizi embrionali dell’inizio e alcune delle più importanti pietre miliari della sua traiettoria fino ad oggi, sostiene l’importanza patrimoniale-culturale e teologico-morale di molti attuali beni dell’ISCM come la sua preziosa biblioteca insieme ad un’emeroteca che raccoglie il  più importante elenco di riviste legate al mondo della moralità e la rivista Moralia, l’organo ufficiale di espressione dei professori dell’ISCM e piattaforma del pensiero morale per altri moralisti, in particolare del mondo di lingua spagnola. Il suo intervento si conclude con un fermo impegno per il futuro, al fine di mantenere e promuovere la coltivazione della scienza morale come segno distintivo della nostra Provincia.

[Nota: il testo del discorso può essere letto nell’ultimo numero di Moralia (vol 47, n.161, gennaio-marzo 2019, pp. 7-11), accompagnato da un articolo dettagliato di Marciano Vidal (pp. 13-19). Sul sito web ISCM (http://www.iscm.edu/) è possibile ascoltare l’audio con gli interventi della tavola rotonda].

Miguel Rubio

(fonte: www.cssr.news)