Bernard Häring: il dovere della memoria e la responsabilità per la pace
Sacco / 21 Gennaio 2021

Il 27 gennaio si celebra la “Giornata della memoria”. Papa Francesco ne ha scritto in Fratelli Tutti (FT, nn. 246-254). Di fronte alle pagine buie della storia corriamo il rischio di anestetizzarci, di pensare che il passato è tale e non si può cambiare, che sono fatti lontani da noi, nello spazio o nel tempo e che sfuggono alla nostra responsabilità personale. Afferma con decisione: «No, per amor di Dio! Senza memoria non si va avanti» (FT, n. 249). Abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni successive l’orrore di ciò che accade, e quella della Shoah è una terribile testimonianza di dove può spingersi la malvagità umana se fomentata da false ideologie (cfr. FT, n. 247). La riflessione morale non può esimersi da questa responsabilità. Tra le tante riflessioni che si possono segnalare c’è quella di B. Häring che ha vissuto l’esperienza bellica in prima persona. Nel 1939 fu richiamato nella sanità militare e inviato prima in Francia, poi in Polonia, quindi in Russia, dove venne fatto prigioniero. Da tale esperienza ne uscì provato per diversi aspetti, in particolare per l’assurdità di crimini orribili commessi per obbedienza a un comando e il contatto diretto con le persone vittime di questa…

“Cosa vuoi?”/ “What do you want?”: Jacques Lacan on desire
McKeever / 15 Gennaio 2021

            In the mouth or under the pen of Jacques Lacan the simple question “cosa vuoi?” becomes a bomb. The bomb is intended, as so often in his case, to explode our illusions about ourselves. In what follows I wish to share with the reader a few, almost arbitrary, reflections on this simple but potent weapon.             A first line of reflection concerns the use of the Italian language. Lacan was very theatrical, indeed histrionic, in his therapeutic and didactical styles. Switching for two words out of French into Italian, whether written or spoken, certainly would have had a certain dramatic effect. Pronounced with the strong intonation of a question in Italian and accompanied by an insistent hand gesture, this question immediately puts the interlocutor under psychological pressure on various fronts. The two most obvious of these concern the two words of which the question is composed.             “Cosa”, or better still “Cosa?”, in the context of Lacan’s thought, is an extremely loaded term, loaded like a gun. The word succinctly poses questions and insinuates judgements. The first question is: “Do you know what you want?” or “Do you really think what you want is…

I grandi operatori finanziari e la manipolazione dei mercati
Salutati / 8 Gennaio 2021

Lo scorso 29 settembre è apparsa sui giornali italiani una notizia rimasta un po’ sotto traccia, che informava sul fatto che la JP Morgan Chase (JPM), la più grande banca americana, dovrà pagare una multa per protratte operazioni di manipolazione del mercato, di 920,2 milioni di dollari, la più elevata mai comminata dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’agenzia del governo statunitense che si occupa della regolamentazione dei “future” e di altri derivati finanziari contrattati sui mercati delle “commodity” (materie prime e prodotti alimentari). Secondo il dispositivo della CFTC, dal 2008 al 2016 la JPM ha tenuto una «condotta manipolatrice e ingannevole». In pratica il comportamento accertato della JPM consisteva nell’emettere i cosiddetti “spoof order”, ovvero ordini di acquisto che fin dall’emissione JPM sapeva di ritirare ad un determinato momento, ma che creano nel frattempo un “effetto onda” capace di stravolgere il normale andamento della domanda e dell’offerta e di indurre altri investitori a intraprendere azioni finanziarie basate su valutazioni e attese falsate. In seguito, un momento prima di ritirare gli ordini, JPM emetteva un ordine vero, il “genuine order”, con il quale, invece, vendeva il “future” il cui valore a quel punto era salito. Nell’ordinanza della CFTC si legge…

Vaccinarsi: una scelta morale
Amarante / 5 Gennaio 2021

Già prima del V-Day, cioè il giorno in cui il vaccino contro il coronavirus iniziasse ad essere somministrato in maniera esponenziale, sui social prima e su altri organi di stampa, è iniziato il dibattitto tra coloro che ritengono obbligatorio vaccinarsi e tra i detrattori del vaccino e dell’obbligo stesso alla profilassi. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto una quantità di informazioni sull’efficacia del vaccino, difficile da maneggiare da chi non è esperto in materia. C’è poi una piccola galassia informativa, ma molto rumorosa, che sostiene – senza dati scientifici alla mano – che il vaccino non è nient’altro che un complotto ordito dalla case farmaceutiche e dai governi mondiali per controllare le masse. Senza voler entrare in questa polemica sterile credo necessario porre due semplici considerazioni. 1. Il mondo sta affrontando un’epidemia foriera di morte e stravolgimenti di stili di vita; 2. La storia ci insegna che solo attraverso la medicina e i vaccini le malattie sono state sconfitte. Allora: perché questa avversità verso i vaccini in generale e quello del Covid-19 in particolare? Quale comportamento morale responsabile da assumere? A confondere le idee su un tema così delicato concorrono anche alcuni orientamenti religiosi. Ad esempio gli Amish, rifiutando la modernità,…