Imparare a pensare e a vivere in modo nuovo
Witaszek / 26 Novembre 2020

In questi giorni abbiamo imparato che tutti noi abbiamo una responsabilità sociale, per cui abbiamo accettato di restar barricati in casa al fine di non contagiarci reciprocamente; questa stessa responsabilità dovrebbe costituire d’ora in poi il fondamento del nostro vivere in comunità, non soltanto nei momenti di emergenza. Infatti, ci troviamo dinanzi a una situazione completamente nuova e inattesa che ci costringe a maturare e a modificare il nostro modo di pensare, ad assumere atteggiamenti diversi, a cercare nuove vie per servire il popolo di Dio. Dio, che è il Signore della storia, parla nella storia e ci chiede di accogliere con fiducia la sua volontà, che si manifesta anzitutto nel ricorrere degli eventi, ma passa anche attraverso la legge positiva promulgata dalle Autorità civili. Anche Gesù ha obbedito al progetto del Padre, sottomettendosi nel quotidiano alla legittima Autorità del suo popolo ed anche a quella, considerata illegittima, dell’Impero di Roma. Oggi più che mai dobbiamo proclamare con forza, ad alta voce, che Dio non rinuncia al suo intento di rendere nuove tutte le cose; in questo momento di dolore, ciò avviene mediante una rigenerazione che non deve mai perdere di vista il mistero della Pasqua. Nel momento in cui…

Fraternità universale e amicizia sociale: Utopia o Realpolitik? Una lettura della Fratelli Tutti in ottica politica (parte 1/2)
McKeever / 20 Novembre 2020

    Per felice coincidenza o forse per divina provvidenza in Accademia Alfonsiana abbiamo avuto recentemente nel corso sul socialismo una bella discussione sull’Utopia di Tommaso Moro.  Abbiamo riflettuto sulla forma di vita idillica che si conduce su questa famosa isola.  Se avete letto le prime reazioni alla Fratelli tutti, avrete notato che l’enciclica è spesso accusata d’essere utopistica.  Così nasce il titolo di questo breve intervento: Fraternità universale e amicizia sociale: Utopia o Realpolitik?  Nella seconda parte di questo post darò la mia risposta a questa domanda. Prima vorrei fare una breve lettura dell’enciclica in ottica politica. L’ermeneutica ci insegna, e non da ieri, che la prima cosa da fare nell’interpretazione di un nuovo testo è di individuarne il genere letterario: non si può leggere una poesia come fosse un trattato di fisica.  Il genere letterario “enciclica sociale” è abbastanza conosciuto nelle specificità del suo scopo, del suo stile, dei suoi contenuti e dei suoi destinatari. Spesso una tale enciclica tratta di una questione sociale specifica: la situazione degli operai nella Rerum Novarum, l’auspicabile modello economico post-sovietico nella Centesimus Annus o l’ecologia nella Laudato si’. Naturalmente, mentre trattano la questione specifica queste encicliche toccano vari altri argomenti. Orbene, qual…

Patto educativo globale: il ruolo dell’università (Parte 2/2). Un processo interattivo, dinamico e inclusivo
Carbajo / 13 Novembre 2020

L’educazione non può essere intesa come un modellare l’altro inculcandogli valori e ideali previamente elaborati. Questo sarebbe istruire non educare. Nella sua opera pastorale e formativa, l’educatore deve sviluppare la creatività propria dell’artista, perché non esistono risposte sempre valide da applicare in modo automatico. Più che un trasferimento lineare, l’educazione è un processo di aiuto reciproco, finalizzato a far sì che ciascuno scopra la propria identità e diventi sempre più se stesso. Più che un programma da trasmettere, l’educazione è un’alleanza da stabilire per avanzare insieme, nel rispetto reciproco, verso la verità. Usando l’espressione “patto” oppure “alleanza educativa”, il Papa mette in risalto l’importanza del dialogo nel rispetto affettuoso della diversità. Secondo Paolo Freire, non si tratta tanto di educare un altro, quanto piuttosto di educarci insieme affrontando le sfide quotidiane. “Nessuno educa nessuno. Nessuno si educa da solo. Gli uomini si educano tra di loro, mediati dal mondo”. Veritatis Gaudium prospetta il constituirsi di una vera cultura dell’incontro attraverso il dialogo, la fraternità, il discernimento e il “fare rete” (VG pr. 1 e 4), in modo da poter giungere a una pluralità di saperi. “Indispensabile diventa la creazione di nuovi e qualificati centri di ricerca in cui possano interagire…

La pandemia del Covid-19 como lugar de aprendizaje. Recomenzar desde las crisis, en las crisis y mediante las crisis
Fidalgo / 6 Novembre 2020

Una de las formas que los humanos tenemos de asumir realidades, que de alguna manera nos superan y que no llegamos a comprender del todo, es el sentido del humor; bromear nos hace asumir la paradoja desarmante de una realidad que se nos escapa de las manos. El Covid-19 no ha escapado a esta norma, y de todas las bromas que hemos podido ver circular por las redes quizás la más elocuente podría ser la que decía más o menos así: «Dios: ¿podrías desinstalar el 2020, y reinstalarlo de nuevo? ¡El actual tiene virus!». La salida fácil, o recomenzar desde las crisis, en las crisis y mediante las crisis… Estamos atravesando una crisis en varios sentidos global, una crisis que golpea diversos niveles de nuestras existencias, es transversal en todos los sentidos; produce perplejidades, desarma afectiva y efectivamente. Decimos crisis porque es una realidad que rompe esquemas, que desinstala, reclama respuestas, toma de decisiones nuevas, quizás inéditas. En general, porque se presenta como una mala situación, en gran parte inesperada que reclama saber discernir, juzgar y poder dar respuestas en vistas de posibles soluciones. Es claro que desde la fe se trata de escuchar qué pueden enseñarnos estas experiencias a…

Dopo l’attacco terroristico alla Basilica dedicata alla Madonna Assunta a Nizza …
Dalbem / 3 Novembre 2020

  Ancora sconcertato e rattristato dagli eventi del 29 ottobre 2020 nella città di Nizza (Francia), ho aperto il sito del quotidiano Avvenire e mi sono imbattuto in un’interessante intervista. Lucia Capuzzi ha parlato con una nota autorità musulmana, il signor Mohamed Abdesalam Abdellatif, segretario generale del Comitato Superiore della Fraternità umana e stretto collaboratore del grande Imam di al-Azhar, Ahmed al-Tayeb. Il titolo dell’intervista: «Dopo l’attentato a Nizza. È un crimine abominevole: fuori dall’Islam chi lo pratica» (link). Certamente queste ultime settimane sono state molto complicate, con due attentati terroristici, motivati dalla strumentalizzazione dell’Islam. Le parole di Abdellatif sono molto dure nei confronti di quanti sono stati coinvolti nelle uccisioni: da coloro che le hanno effettivamente praticate a coloro che hanno avuto una certa partecipazione “da dietro le quinte”. Egli sottolinea che tali pratiche non rappresentano l’Islam, ma una sua strumentalizzazione. Ricorda l’importanza del Documento per la “Fraternità umana”, firmato da Papa Francesco e dal grande Imam. Riconosce, insieme a gran parte della comunità islamica, che esistono modi pacifici e legali per far valere i propri diritti ed esprimere il malcontento. Quello che però mi ha colpito di più è stata la frase con cui ha concluso l’intervista, rispondendo…