«Solamente atrae una teología bella, que tenga el aliento del Evangelio y no se contente con ser meramente funcional».
Fidalgo / 24 Gennaio 2020

  El 2 de diciembre de 2019, murió un gran teólogo-profeta del siglo XX, Johann Baptist Metz (1928-2019), con él aprendimos que no se podía hacer teología a espaldas de Auschwitz, porque aquel holocausto cargaba con la fuerza simbólica de ser ese dolor silente de todos los pobres y explotados del mundo, así nos enseñó a hacer teología en diálogo, crítica, profética, sapiencial, una teología que se hacía cargo de su responsabilidad ante Dios y de cara a la historia (des)humana. Nos enseñó a que no se podía hacer una teología impasible, cómplice y burguesa, pues debía ser siempre memoria subversiva, peligrosa, que se atreviese a sacudir las consciencias y abrir senderos de futuros posibles. En fin, nos impulsaba a superar la crisis secular, asumiéndola y llevándola a senderos inesperados de humanidad plena, en interrelación con todas las tradiciones religiosas y culturales. En este contexto de memoria agradecida y comprometida, nos cae esta frase de nuestro título pronunciada por el papa Francisco, en el Discurso con ocasión del 50° aniversario de la Comisión Teológica Internacional (29.11.2019), es una afirmación que interpela a todo quehacer teológico. «Teología bella», esplendor que atraiga y no que ciegue y obnubile, siempre con sabor y…

Coppie omosessuali e fecondazione artificiale
Faggioni / 17 Gennaio 2020

  Ha avuto scarsa eco sulla stampa, forse perché in controtendenza, la sentenza della Corte Costituzionale italiana del 23 ottobre 2019 che riguardava le storie di due coppie di donne omosessuali, una di Pordenone e una di Bolzano [link]. Ci soffermiamo su questa seconda situazione. Le due donne si erano sposate in Danimarca nel 2014 e l’atto era stato trascritto in Italia nel registro delle unioni civili. Una di esse aveva cercato di avere un figlio in Danimarca attraverso la fecondazione artificiale, ma la procedura aveva dato luogo a gravi complicanze esitate nell’asportazione della tuba uterina destra e nella occlusione di quella sinistra. L’altra donna soffriva di una grave aritmia per cui le era stata sconsigliata una gravidanza. Esse, allora, avevano chiesto all’ASL di Bolzano di concepire un embrione con gli ovociti della partner cardiopatica e seme di donatore e di far portare avanti la gestazione dall’altra, quella con lesioni delle tube. La prima sarebbe stata la madre genetica e l’altra la madre gestazionale, così che il bimbo avrebbe avuto due madri, anche se diversamente madri. L’Azienda sanitaria, però, aveva negato l’accesso alla fecondazione artificiale in quanto proibito dalla legge n. 40/2004. Il dubbio presentato dal Tribunale di Bolzano alla…

Il dovere di disciplina nell’imporre le tasse (Costituzione Italiana, art. 54, co. 2)
Salutati / 10 Gennaio 2020

  Il tema dell’imposizione fiscale è pressoché sempre trattato concentrando l’attenzione sull’importante dovere del cittadino di pagare le tasse, ma raramente ci si sofferma sull’altrettanto fondamentale dovere di buona amministrazione delle risorse da parte del politico. Nell’ambito della Dottrina Sociale della Chiesa, considerando insufficiente la teoria liberale del diritto di imposizione fiscale come derivante dalla sovranità dello Stato, si considera il tributo espressione del vincolo che lega il cittadino allo Stato, nonché dell’identità di interessi di contribuente e Stato nel perseguire il bene comune. Non a caso l’art. 53 della Costituzione Italiana non statuisce, come altre Costituzioni, che si è “tenuti a pagare le imposte”, ma che «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche», nella consapevolezza che, in un ordinamento fiscale di massa, solo la collaborazione tra la parte pubblica e quella privata può conseguire risultati efficaci in ordine al bene comune (G. Marongiu). Proprio nell’ottica della collaborazione e nell’orizzonte del bene comune S. Tommaso, nel commentare la Lettera ai Romani (13,6), insegna che un’imposta non prelevata per fini di stretta utilità pubblica è ingiusta e non obbliga e che il Sovrano può peccare in due casi. Il primo si verifica quando il Sovrano non cura gli interessi del…

Our Creation and the Birth of Jesus
Keenan / 3 Gennaio 2020

  When we think of being in the image of God we might think of the Sistine Chapel where the figure of Adam on the ceiling just about to be awakened by the touch of God bears an identical image of the Judge and the Lord of the Resurrection on the back wall. Michelangelo’s Adam bears the face of Christ, the Alpha and Omega. We, Adam, are in the image of the one who has conquered sin and death. But there is another, more original, let’s call it “vulnerable” image that connects the creation of Adam with the birth of Jesus. In the twenty-first chapter of T.H. White’s wonderful The Once and Future King (Ace Books, New York 1987), we read a memorable account of creation. On the fifth and sixth days of creation, God gathers all the embryos of each and every species of animal life and offers each embryo a wish for something extra. The giraffe embryo gets a long neck for tree food, the porcupine asks for quills for protection, and so it goes for the entire animal kingdom. At the end of the entire ordeal, the last embryo is the human who when asked by God…