Fare o fondare la bioetica globale? 2 – Metabioetica: lo status epistemologico della bio-etica
Kowalski / 26 Dicembre 2019

    Il modello della bioetica o dell’etica globale, che ha caratterizzato anche la prima fase della storia della bioetica – forse il più diffuso, innanzitutto nel mondo anglofono – è quello cosiddetto dei “principi”. L’esempio classico del principialismo nella riflessione biomedica è l’opera Principles of Biomedical Ethics di Beauchamp e di Childress (1994). In tale ottica i principi normativi nel campo della bioetica sono stabiliti su base “contrattuale”, cioè mediante un accordo di base circa alcuni principi e norme che siano il più possibile condivisibili oppure mediante un bilanciamento dei doveri in questione (teorie proporzionaliste e consequenzialiste). Beauchamp e Childress hanno costruito un’etica globale, in quanto l’intera bioetica si basa su un sistema di principi prima facie (autonomia, non-maleficenza, beneficenza, giustizia), introdotti negli anni trenta dal filosofo inglese W.D. Ross (The Right and the Good, 1930) nella forma di doveri prima facie (prima facie duties). Si deve ben sottolineare che Beauchamp e Childress hanno preso solo quattro dai sette prima facie duties di Ross (fidelity, reparation, gratitude, beneficence, nonmaleficence, justice, self-improvement). Ogni principio non “riassume” la teoria – osserva giustamente G. Russo – bensì nasconde implicitamente diverse teorie contrastanti: «è una sorta di “surrogato” della teoria che rimanda a…

Franciscos, Afonso e a moral que nasce do Presépio
Dalbem / 25 Dicembre 2019

O tempo cronológico faz o seu trabalho e, mais uma vez, um ano se aproxima do seu fim. No âmbito do simbólico, para experimentar aquela outra qualidade de tempo que extrapola o mero passar dos minutos indo à dimensão da graça, aprendemos a celebrar a abertura e o fechamento de ciclos povoando a linearidade temporal de “estações” carregadas de sentimento e sentido. O Eterno Divino, irrompendo e rompendo a monotonia temporal da humanidade, estabelece a estação-símbolo maior, lugar/tempo de fala e de encontro: a Encarnação do Verbo. Natal, nascimento, é assim que aprendemos a chamar este acontecimento; presépio, é deste modo que a arte-orante traduziu a simplicidade-complexa deste evento. Algumas semanas atrás, Papa Francisco, na breve Carta Apostólica Admirabile Signum, dada à publicação em Greccio, no Santuário do Presépio no dia 01 de dezembro, recorda e contempla a proposta de outro Francisco, aquele que séculos atrás, naquele mesmo lugar, começou a tradição de assim representar a Encarnação. Francisco, o atual, recorda o presépio como uma forma singular de experiência da proximidade de Deus. Tal proximidade que irrompe na pretensa estabilidade humana portando a novidade de uma vida plena e fraterna. «…Jesus é a novidade em meio a um mundo velho,…

The Ethics of Migration and Hume’s Law
McKeever / 20 Dicembre 2019

    In every system of morality, which I have hitherto met with, I have always remark’d, that the author proceeds for some time in the ordinary ways of reasoning, and establishes the being of a God, or makes observations concerning human affairs; when all of a sudden I am surpriz’d to find, that instead of the usual copulations of propositions, is, and is not, I meet with no proposition that is not connected with an ought, or an ought not. This change is imperceptible; but is however, of the last consequence. For as this ought, or ought not, expresses some new relation or affirmation, ‘tis necessary that it shou’d be observ’d and explain’d; and at the same time that a reason should be given; for what seems altogether inconceivable, how this new relation can be a deduction from others, which are entirely different from it». David Hume, Treatise, III.i. Anyone with some experience in reading theses in moral theology will probably have had a reaction similar to that described by David Hume (1711-1776) in this famous paragraph.  In fact, words such as “ought”, “should” and “must” are often introduced without further explanation. Thus far, it is hard to disagree with…

Bene comune: un principio da ricollocare al centro della vita politica
Salutati / 13 Dicembre 2019

Può essere utile, se non necessario, riflettere sull’importanza del bene comune come fine della politica, in particolare alla luce di quanto sta avvenendo in varie parti del mondo dove, per ricordare solo i fatti più recenti, un aumento del prezzo del biglietto della metro (Cile), l’applicazione di una tassa su chiamate via WhatsApp (Libano), la revoca dei sussidi per il carburante (Ecuador), ha scatenato una protesta popolare, esplosa a causa della disperazione che nasce dalla povertà e da situazioni di forte disparità di reddito tra la parte di popolazione più povera (la stragrande maggioranza) ed una minoranza ricchissima, costringendo la politica a recedere dai provvedimenti intrapresi e a rendersi conto che può essere pericoloso e dannoso per tutti sottovalutare le istanze della popolazione. Il bene comune è un concetto che ha trovato accoglienza soprattutto nella riflessione cattolica, ma che nasce da molto lontano. Ne parla Aristotele, che considera “beni” i fini che l’uomo persegue nel suo agire, tra i quali il fine più alto è la costruzione della polis, la città, e dunque, il bene comune. In tutto il mondo greco avere a cuore la vita della cosa pubblica era di primaria importanza, tanto che chi non se ne interessava…

Enfrentar el pecado ecológico, generar “cuidadonía”
Fidalgo / 6 Dicembre 2019

 ITALIANO– ENGLISH Enfrentar el pecado ecológico, generar “cuidadonía” [1] Un clamor, que no siempre se quiere escuchar, es que estamos viviendo un ecocidio en pleno desarrollo, que tiende a destruir todo el ecosistema, por afán de lucro e indiferencia egoistica de una humanidad vuelta sobre sí misma y sus propios intereses mezquinos. El Sínodo Amazónico así se ha expresado: «Proponemos definir el pecado ecológico como una acción u omisión contra Dios, contra el prójimo, la comunidad y el ambiente. Es un pecado contra las futuras generaciones y se manifiesta en actos y hábitos de contaminación y destrucción de la armonía del ambiente, transgresiones contra los principios de interdependencia y la ruptura de las redes de solidaridad entre las criaturas y contra la virtud de la justicia» (SA, n. 82). La referencia al Catecismo de un fundamento teológico relacional es importante: «La interdependencia de las criaturas es querida por Dios» por lo tanto «existe una solidaridad entre todas las criaturas» (CCE, n. 340; 344)[2]. ¿Se trata de un tema nuevo? Ni la expresión ni la realidad lo es[3]. La insistencia y la urgencia de darle no solo “prensa” sino peso específico en las consciencias humanas es quizás lo más nuevo. Además,…