Decalogo: la verità creaturale dei propri limiti
Witaszek / 19 Aprile 2019

Decalogo: la verità creaturale dei propri limiti Il momento cruciale dell’inizio della storia d’Israele è costituito dalla sua liberazione dalla schiavitù dell’Egitto: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù» (Es 20, 2). Con queste parole si manifesta Dio, intervenendo a favore del suo popolo. Liberando il popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto, YHWH si è legato a un impegno salvifico e il popolo ha reagito con le dieci grandi risposte del Decalogo. Quanti sono stati liberati, sono chiamati a vivere insieme, in libertà, davanti a Dio. Le condizioni per permanere nello stato di libertà sono la fedeltà a Dio come unico Signore e la solidarietà con gli altri membri dell’alleanza in un rapporto di amore reciproco. La risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio si esprime mediante il comportamento retto, in una logica di fede. I comandamenti del Decalogo non cancellano la nostra libertà, anzi la esaltano, ponendola al centro delle decisioni personali. A uno sguardo superficiale, i precetti potrebbero apparire come dei divieti che limitano la nostra libertà. In realtà non è così: avvertire infatti che una strada non è da prendere, lascia tutta la libertà di scegliere molte alternative a…

Una invitación a todos a la santidad en la vida cotidiana
Fidalgo / 12 Aprile 2019

Una invitación a todos a la santidad en la vida cotidiana Santidad: realidad que atrae y abruma. Quisiéramos adentrarnos al tema partiendo de la exhortación papal Gaudete et Exsultate (GE-2018), pero en relación con algunos elementos de la espiritualidad redentorista, pues estos están en íntima relación con la moral alfonsiana. El Papa pretende una renovación fundamental en el estilo de vida de los cristianos, de modo que pueda ser creíble y comunicable como una verdadera buena noticia para el mundo de hoy. Parece que Francisco muestra una clara conciencia de que sin una nueva forma de enfrentar los desafíos del presente (praxis) y de discernirlos en profundidad, para vivirlos en la vida diaria, de una manera nueva y alternativa (espiritualidad), nada de lo que se hace tendrá un poder transformador real a largo plazo. Para ello, vuelve a proponer el talante de la «alegría», fuente y expresión de la vida cristiana. Lo hace desde dos claves teológicas: la prioridad de la gracia y la direccionalidad de la enseñanza fundamental de Jesús. Para desandar este diseño, lo primero es dejar falsas garantías, miedos y cerrazones, y dejarnos llevar por la dinámica de la gracia, para que nos lleve a sentir, ver,…

L’essere umano, esistente concreto, è l’assoluto morale della Bioetica
Kowalski / 5 Aprile 2019

  L’essere umano, esistente concreto, è l’assoluto morale della Bioetica L’attuale crisi economica globale mostra indubbiamente a che cosa possa aggiungere l’economia senza l’etica e la coscienza. Nel dibattito pubblico sui temi salienti della biomedicina e biotecnologia si osserva anche una sbrigativa espulsione dell’etica in nome di un assunto, noto come “imperativo tecnologico”, per il quale si darebbe una perfetta coincidenza tra la mera fattibilità tecnica e la liceità morale. In tal modo, molti economisti e politici, hanno dimenticato che soggetto di ogni attività umana è sempre l’uomo stesso. L’attività biomedica non si svolge per il bene dell’uomo in generale o per l’umanità ma per il bene del paziente – la persona sofferente. Il paziente è quest’uomo, questa donna concreta che ho qui, ora, davanti a me. È questa persona che soffre o che sta per nascere e ha bisogno della cura di un altro uomo. Il medico non è uno che sacrifica alcuni per il bene degli altri o per la scienza o per il futuro della specie umana, ma si pone al servizio delle singole persone. Similmente alla società che è per l’uomo e non l’uomo per la società, così la tecno-scienza è per l’uomo e non l’uomo…